Scatta il divieto di pesca fino al 15 giugno

Ordinanza della Capitaneria nello specchio di mare interessato alla posa del cavo elettrico della Terna
PESCARA. Fino al 15 giugno prossimo divieto di pesca e di immersioni subacquee, e di qualsiasi altra attività di uso pubblico del mare, nell’area marittima in cui sta operando la ditta Nexans Skagerrak, di fronte alla foce del Fosso Vallelunga, in direzione della spiaggia libera raggiungibile da viale Primo Vere.
Il sito costituisce il punto di approdo sulla costa italiana dell’elettrodotto dell’azienda Terna, secondo il progetto denominato Mon. Ita che congiungerà il Montenegro all’Italia, passando sui fondali del mare Adriatico.
A deciderlo è una ordinanza emanata dalla Capitaneria di porto di Pescara, la quale ha disposto una serie di indicazioni per il tratto di mare sul quale il pontone, già al lavoro da settimane, rilascerà man mano sul fondo un cavo elettrico lungo cento chilometri (interamente trasportato da una sola nave).
Lo stesso tipo di rilascio verrà ripetuto una seconda volta, visto che la distanza che copre le due sponde del mare Adriatico supera i duecento chilometri.
Si tratta di un'operazione complessa, partita nei mesi scorsi con una trivellazione teleguidata che ha dapprima forato, a partire dalla spiaggia, una parte dell’arenile, poi è sfociata in mare nel punto in cui sono stati agganciati dei tubi che fungeranno da contenitori per il cavo elettrico, proprio allo scopo di proteggerlo dai danneggiamenti.
Dunque, fino al 15 giugno prossimo, come ha disposto la direzione marittima della Capitaneria di porto, si potrà navigare nella zona delle operazioni a una distanza non inferiore ai duecento metri dal cavo elettrico, e comunque a più di un miglio dall’unità navale incaricata delle attività di rilascio del cavo elettrico e a una velocità minima di manovra.
Nel frattempo, nel periodo in cui il cavo elettrico non sarà ancora interrato sul fondale marino, la società Nexans sarà tenuta a renderlo segnalabile attraverso delle boe avvertibili dai radar, visibili anche di notte.
Il progetto di Terna prevede la produzione di energia elettrica in Montenegro, con un cavo che trasporterà corrente continua, la quale, per questo, diversamente dalla corrente alternata, non potrà creare dei campi magnetici nocivi alla salute, assicurano gli esperti. Contro il progetto, sono nati tuttavia diversi comitati cittadini di protesta mentre il Comune di San Giovanni Teatino ha già vietato con un’ordinanza l’avvio dei lavori. (V.d.L)
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