Scatta il giro di vite per le antenne Nuovi impianti, permessi limitati

Il Comune svela il nuovo regolamento per la telefonia cellulare realizzato da una ditta specializzata Ridotti da 78 a 25 i siti disponibili per nuove installazioni. Rinviato a luglio 2022 il sistema del futuro 5G
PESCARA. Arriva il giro di vite per le antenne di telefonia mobile. Dopo una lunga attesa, il Comune si è finalmente dotato di un nuovo regolamento realizzato dalla Polab, una ditta specializzata.
Il provvedimento, che verrà adottato dall’amministrazione comunale, fissa un giro di vite a quella che è stata definita una giungla degli impianti collocati ovunque. In pratica, ora dovranno essere rispettate regole ben precise per evitare rischi di esposizione della popolazione a concentrazioni elevate di onde elettromagnetiche. Ma non è finita qui. Viene fissato anche uno stop all’avvento del nuovo sistema 5G, considerato il futuro delle telecomunicazioni. Tutto viene rimandato di due anni, cioè a luglio del 2022.
Il nuovo regolamento, che ora dovrà andare in consiglio comunale per l’approvazione, è stato illustrato ieri dagli assessori Isabella Del Trecco, Alfredo Cremonese e Mariarita Paoni Saccone. Collegati in videoconferenza c’erano i presidenti delle commissioni Attività produttive e Ambiente Fabrizio Rapposelli e Ivo Petrelli, funzionari della Asl, dirigenti degli uffici tecnici del Comune e rappresentanti dei comitati anti-antenne «Stop 5G», «Più salute meno antenne» e «No elettrosmog». Il giro di vite parte, innanzitutto, dalle nuove autorizzazioni. Fino ad oggi sono state presentate richieste, da parte delle società di telefonia, per l’installazione di nuovi impianti in 78 siti diversi, ma la Polab ne ha indicati solo 25 dove è ancora possibile posizionare i ripetitori, tenendo conto dei limiti fissati dalla legge per le emissioni elettromagnetiche. Limite stabilito in 6 volt per metro.
«Questo regolamento», ha spiegato l’assessore all’ambiente Isabella Del Trecco, «rappresenta per noi la Bibbia per le antenne, ma anche per gli operatori telefonici che devono installare nuovi impianti, impedendo vie di fuga per l’assenza di regole. Soprattutto, ci consentirà di intervenire là dove, già oggi, sono emerse zone che hanno già raggiunto o superato le concentrazione di onde elettromagnetiche accettabili».(a.ben.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

