Scatta la psicosi da coronavirus: svuotati negozi e supermercati

Tantissimi pescaresi hanno fatto scorte di cibo e incetta di prodotti igienizzanti nei punti vendita Molte le disdette negli hotel. E chi è diretto all’estero va a caccia delle mascherine prima di partire
PESCARA. La preoccupazione per il coronavirus è palpabile nei supermercati. Da ieri mattina tantissimi pescaresi, sull'orlo della psicosi, si sono riversati nei negozi alimentari per fare incetta di generi di prima necessità. Alle casse, si sono create lunghe file di acquirenti con carrelli pieni di pasta, farina, uova, ma anche prodotti freschi come verdure e carni, acquistati in quantità, per rimpinguare le scorte domestiche. Per i più fortunati che sono riusciti a reperirli, immancabili nella spesa flaconi di prodotti igienizzanti. In alcuni punti vendita del territorio, così come è accaduto nelle zone del nord Italia, focolaio dell'infezione da Covid-19, diversi scaffali sono stati completamente svuotati.
LA RESSA La ressa in un supermercato del territorio ha indotto i gestori a limitare gli ingressi a gruppi di massimo quattro persone alla volta, così da non generare importanti assembramenti. Più controllata la situazione in altri negozi che hanno comunque registrato un incremento delle vendite di circa il 10 per cento. «Già dalla giornata di sabato, abbiamo riscontrato una maggiore affluenza», spiega Mauro Carbonetti, amministratore delegato del gruppo Magazzini Gabrielli, di cui fanno parte i supermercati Tigre della città. «Il fenomeno, fortunatamente, non ha ancora una dinamica da psicosi collettiva, tuttavia abbiamo registrato un incremento di quasi il 10 per cento delle vendite». Aumenti pure al Conad Super Store di via del Circuito. «Abbiamo notato un afflusso maggiore», spiegano dall'amministrazione «ma non in maniera esagerata. Abbiamo dovuto riassortire alcuni scaffali, come ad esempio quelli dello zucchero, tra i prodotti più acquistati».
LE MASCHERINE Dubbioso se il maggiore afflusso sia riconducibile esclusivamente al Coronavirus, oppure abbia influito anche la coincidenza con il carnevale, Fabrizio Costantini, direttore della Conad di via Milano. «Da sabato», sottolinea, «abbiamo registrato una maggiore affluenza, ma si è comunque trattato di una tipologia di spesa nella norma. L'unica differenza è stata la maggiore richiesta di liquidi e gel igienizzanti e di mascherine che dovremmo riuscire a riassortire nei prossimi giorni». E se il Coronavirus innalza le vendite per il settore alimentare, negativi sono gli effetti sul comparto turistico. Ieri mattina sono state numerosissime le telefonate e le comunicazioni via mail, giunte negli hotel di Pescara per disdire le prenotazioni. Soprattutto quelle relative ai prossimi tre giorni. La clientela business, che interessa maggiormente gli alberghi della città, ha annullato diversi meeting previsti e cancellato le camere fermate. «Soprattutto da questa mattina» (ieri), spiegano dall'hotel Carlton di Pescara, «abbiamo ricevuto cancellazioni, il 99% delle quali da clienti che sarebbero dovuti venire da Veneto e Lombardia».
LE DISDETTE Stessa situazione al Victoria Hotel, dove è stato riscontrato «un 50 per cento di prenotazioni in meno, rispetto alla norma e il 20 per cento circa ha inviato una disdetta. Nel caso di un turista greco, per il timore di raggiungere l'Italia. Al momento ci risulta in forse anche un meeting previsto per questo fine settimana», rivelano «nonostante si tratti di un appuntamento di taglio regionale». Disdette da parte della clientela proveniente sia dal nord Italia che dall'estero anche all'hotel Esplanade. Non vanno meglio le cose per le agenzie di viaggio, che hanno cancellato i tour programmati per l'Asia. È il caso di Cagidemetrio, che ha visto un 10 per cento della clientela rinunciare ai viaggi per il Vietnam o per la Cambogia, oltre che per la Cina. «Tantissimi sono gli indecisi, con vacanze programmate che ci stanno richiedendo informazioni sui protocolli in aeroporto, sulla necessità di utilizzare le mascherine o di dotarsi di medicinali specifici». «Stiamo monitorando la situazione, occupandoci soprattutto di business travel», afferma Franca Sciarrone di Sublimondo Viaggi. «Abbiamo posticipato parecchie partenze previste in questa settimana. Da circa un mese erano già stati rallentati i viaggi verso la Cina». Ad accusare maggiormente il colpo, è il segmento business, mentre sembra meno intaccato il comparto leisure, (il viaggio di piacere), specie per le zone coinvolte marginalmente dall'emergenza sanitaria.

