Scelgono il volontariato per stare vicini alla gente

19 Giugno 2017

Da Simone e Soraya a Manuel, Roberta e Adi: cinque storie di giovani che operano per le associazioni che fanno del bene

PESCARA. Se parli con i giovani del servizio civile ti trasmettono ottimismo e passione. Hanno voci da cui sprizza felicità. Cinque storie di cinque ragazzi. Uniti dalla stessa voglia di essere utili alla società. Come Simone Ferrazzo, del Progetto Integrazioni, alla comunità Ali d’Aquila: «Ho 26 anni e sono di Boiano», esordisce, «faccio il servizio civile da settembre 2016 in via dei Frentani a Chieti. Faccio volontariato per i giovani tossicodipendenti che vogliono essere recuperati. Come? Con il sostegno psicologico e la quotidianità che è fatta di incontri socioculturali e di visite mediche. Ma faccio anche laboratori. Io mi occupo di quello musicale, suono la chitarra. Ma ci sono anche il cineforum, la lettura e la scrittura. Insegniamo per esempio a comporre un curriculum vitae.
È un lavoro gratificante. Ed è il naturale prosieguo degli studi che ho fatto. Sono infatti laureato in psicologia. E ritengo che far parte di una società non significa essere spettatori ma attori».
Manuel Lancia, del progetto Ubuntu (immigrazione) opera con il Csv L’Aquila: «Ho 21 anni e sono aquilano», dice. «Ho scelto il servizio civile perché è una grande opportunità che permette di fare del bene e ti inserisce nel mondo del lavoro anche a vent’anni. Mi occupo d’assistenza agli immigrati. Ero già iscritto nelle protezione civile di Coppito, proseguirò il mio percorso sia nel volontariato sia all’università. Penso di fare Sociologia».
Soraya Cupido, del Progetto Sportabilmente, con l’associazione Orizzonte di Francavilla al mare: «25 anni, di Pescara. Assisto ragazzi disabili», racconta, «in un centro diurno aperto dalle 8,30 alle 19, dal lunedì al venerdì. Il mio servizio civile è cominciato a settembre del 2016 dopo un anno di volontariato. Sono appassionata di questo mondo. Avevo voglia di scoprire cosa fosse la disabilità che nelle società fa paura. La mia giornata è strutturata così: la mattina laboratori creativi e culturali e nel pomeriggio attività sportive come calcio, bocce e judo. In quest’ultimo sport i nostri ragazzi sono per la quarta volta campioni d’Italia sotto la guida dell’insegnante Chiara Meucci».
Roberta Gabrielli, del progetto Valore Volontario (promozione volontariato nelle scuole), Csv Chieti: «Ho 29 anni, sono di Alanno, laureata in Lettere moderne e faccio servizio civile per gli studenti sensibilizzandoli alla conoscenza e all’importanza del volontariato. Faccio parte anche della Compagnia del Sorriso che opera nei reparti di geriatria e pediatria. E’ un’attività che rispecchia i miei valori e che mi permette di dire: ragazzi c’è un’altra forza del mondo, anche un’ora del vostro tempo è preziosa per gli altri. Quando entro nelle scuole trovo l’accoglienza dei prof e dei ragazzi. Molti giovani mi hanno anche chiesto di fare alternanza scuola lavoro al Csv di Chieti».
Infine Adinanni Mushi, del progetto Piccolo Principe (rivolto ai minori) del Csv L’Aquila. Ha 25 anni e viene dalla Tanzania: «Seguo il mio percorso di studi, Scienze della formazione primaria, ed elaboro il concetto di aiutare il prossimo, soprattutto i bambini. Sto per finire gli undici mesi di servizio civile. Poi continuerò gli studi fuori dall’Italia con l’Erasmus. Siamo otto ragazzi per tre progetti diversi. Stiamo insieme tutti i giorni dell’anno: abbiamo formato una sola famiglia. Ho un rimborso spese di 433 euro al mese. Ma il servizio civile mi ha dato molto di più. Mi ha dato la spinta verso il futuro». (l.c.)