«Scherzo in bagno ecco perché al Medusa è scoppiata la rissa»

8 Agosto 2015

Gli albanesi denunciati si difendono: nessuna molestia Stabilimento chiuso per 10 giorni, ma l’indagine non è finita

PESCARA. I sei giovani albanesi che la sera del 30 luglio sono rimasti coinvolti in una rissa con gli addetti alla sicurezza dello stabilimento Medusa spiegano come sono andate le cose. Ci tengono a rendere pubblica la loro versione e lo fanno attraverso l’avvocato Valter Pettinella. Rispetto a quanto emerso subito dopo la scazzottata sulla riviera, fanno notare che non c’è stata alcuna molestia, da parte loro, nei confronti di giovani donne. È cominciato tutto dallo scherzo che si sono divertiti a fare a uno di loro, un ragazzo che soffre di claustrofobia che hanno chiuso in bagno. Lui si è agitato, fanno sapere i giovani di origine albanese, è intervenuto un addetto alla sicurezza e la situazione è rientrata. Quando uno di loro è tornato in bagno, un buttafuori deve aver pensato che avessero ricominciato da capo, per cui l’ha invitato a uscire. Uno dei suoi amici lo ha accompagnato all’ingresso, ma proprio in quegli istanti sarebbe stato sferrato un pugno da un addetto alla sicurezza, che lo ha raggiunto da dietro (all’altezza dell’orecchio) facendolo finire a terra. Questo sostengono gli albanesi, ammettendo di aver reagito alla violenza con violenza. Altri albanesi sarebbero intervenuti, ma per dividere le parti, e il locale sarebbe stato chiuso. Volavano tavoli, sedie, spranghe? Sì certo, non lo negano, ma i giovani dicono di non aver usato niente di tutto questo e assicurano di non aver utilizzato neppure gli estintori del locale, e scaricano questa responsabilità su altri. Hanno afferrato una rastrelliera per le bici che era posizionata sulla riviera, questo sì, e avevano intenzione di lanciarla per sfondare il cancello, ma poi l’azione è stata bloccata. Questa ricostruzione sarebbe stata fornita anche al personale della squadra mobile, diretto da Piefrancesco Muriana, che si sta occupando delle indagini e che ha già denunciato per rissa aggravata i sei albanesi e due addetti alla sicurezza, senegalesi. Da parte della polizia, intervenuta sulla riviera con diverse pattuglie della squadra volante quando la zuffa era già terminata, la questione non è chiusa perché si stanno tuttora ricostruendo i fatti. Intanto alla Medusa è stato imposto dalla questura, per dieci giorni, di non somministrare alimenti e bevande dalle ore 20 alle 8.

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