Schianto a Cepagatti Muore un 40enne

L’amico ferito resta incastrato nell’auto: li scoprono all’alba
CEPAGATTI. L'auto esce fuori strada, si ribalta più volte e finisce su un lato, contro un albero: il conducente muore, l'uomo al suo fianco resta ferito e non riesce a liberarsi, deve attendere una notte intera prima di essere soccorso ed estratto da lì. È la tragica ricostruzione dell'incidente stradale di sabato sera a Cepagatti, in contrada Rapattoni, in una zona trafficata sulla strada 81. Nello schianto ha perso la vita Francesco Baccigaluppi, che il mese prossimo avrebbe compiuto quarant'anni, originario di Acerra ma residente nella zona industriale di Loreto Aprutino, in località Remartello, sposato e padre di tre figli. Con lui, in macchina, c'era un cugino, M.B., 34 anni, di Jesi, che è rimasto ferito ed è stato costretto a restare pressoché immobile nell'abitacolo da sabato sera fino a ieri mattina presto, quando sono arrivati i vigili del fuoco, il 118 e i carabinieri della stazione di Cepagatti. Sono gli uomini dell'Arma (la compagnia è quella di Pescara, agli ordini del capitano Antonio Di Mauro), a spiegare come sarebbero andate le cose. Sono circa le 21 quando la Bmw X3 di colore nero attraversa la statale 81. Si sposta in direzione Pianella - Cepagatti quando al chilometro 125,5 il veicolo tocca il cordolo che delimita una strada privata e si ribalta più volte finendo contro un albero, a pochi metri alla strada. Il conducente muore, l'altro resta ferito e non ha modo né di liberarsi né di chiedere aiuto. Pare che nello schianto abbia perso il telefonino, probabilmente finito fuori dall'abitacolo. E nessuno si accorge dell'auto ribaltata, le cui luci si sono spente dopo l'incidente. La zona è buia, nessuno vede la Bmw, nessuno allerta i soccorsi.
Solo ieri mattina alle 7.30 un uomo che vive a poca distanza si accorge della presenza dell'auto, si precipita per "dare un primo soccorso" agli occupanti del mezzo e parla con il ferito, gli chiede come sta, per poi lanciare subito l'allarme al 118, ai vigili e ai carabinieri, come racconta lui stesso. Il 35enne bloccato nell'abitacolo spiega di essere lì da ore, dice che il cugino è morto, chiede di avere dell'acqua, che gli viene passata da una fessura dello sportello, con una bottiglietta. I vigili del fuoco arrivano e lo tirano fuori, il personale del 118 giunto con l'elicottero lo soccorre e lo trasporta in ospedale, a Pescara, dove viene ricoverato nel reparto di Chirurgia con una prognosi di 30 giorni. La salma di Baccigaluppi viene trasferita in obitorio, a Pescara, per il riconoscimento da parte dei familiari, ed è a disposizione della Procura, per accertare le cause della morte. Poi sarà restituita alla famiglia per i funerali che dovrebbero svolgersi all'inizio della prossima settimana a Cepagatti, nella chiesa di Santa Lucia. (f.b.)
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