Schianto in auto, muore a 22 anni alla vigilia del lavoro da cuoco

26 Ottobre 2022

Alessandro Affettuosa era seduto sul lato passeggero. Ferito il conducente, sceso a chiedere aiuto I due amici stavano andando a prendere le fidanzate, quando la macchina è finita fuori strada

LORETO APRUTINO. Avevano appena accompagnato a casa, a Passo Cordone, uno degli amici con cui avevano trascorso la serata nella zona di Collecorvino. I due giovani in macchina stavano andando a prendere le fidanzate quando, percorrendo la statale 151, in contrada Remartello a Loreto Aprutino, dove le due ragazze li aspettavano, la loro Fiat 500 Abarth è finita fuori strada, ribaltandosi più volte sino a terminare la sua corsa in un campo. Per Alessandro Affettuosa, cuoco di 22 anni, residente a Picciano, che da qualche settimana era andato a convivere con la fidanzata Giorgia proprio in contrada Remartello, non c’è stato nulla da fare.
Il ragazzo, seduto sul sedile passeggero, è morto sul colpo. Ferito in maniera seria, ma non in pericolo di vita, il conducente della vettura, un 20enne di Collecorvino, ricoverato al Santo Spirito. Ed è stato proprio lui, all’una di notte di ieri, sotto shock a dare l’allarme. È riuscito da solo a liberarsi dalle lamiere della macchina, completamente distrutta, e nel buio fitto e senza più il telefonino addosso, si è incamminato sanguinante lungo la strada sino ad arrivare, dopo circa un chilometro, davanti a un ristorante vicino al quale abitano degli amici, chiedendo aiuto. Nel frattempo, attraverso il gps della 500 è arrivato alla mamma un messaggio in cui si segnalava un impatto. Dopo qualche minuto, sul posto sono arrivati i vigili del fuoco del distaccamento di Penne, i carabinieri della stazione di Loreto Aprutino, che si sono occupati dei rilievi, e le ambulanze del 118.
Per Alessandro, il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso. Lascia nella disperazione il papà Enio, consigliere comunale a Picciano e chef del ristorante Gabrielino, la mamma Flaminia, le sorelle Noemi e Lucrezia e i nipotini che adorava.
Sgomento a Picciano, dove Alessandro è cresciuto. Per tutti, era un ragazzo dal «cuore d'oro, bravissimo, oltre che un grande lavoratore». Dopo essersi brillantemente diplomato all'Istituto Alberghiero De Cecco di Pescara, aveva iniziato a coltivare il suo sogno, ossia quello di diventare un grande chef. Per diverso tempo era stato il cuoco dell'hotel Sole di Montesilvano, poi aveva lavorato in Salento e la scorsa estate al Serena Majestic di Montesilvano. Oggi avrebbe cominciato una avventura tutta nuova al ristorante Mattatoio di Picciano. «Per questo», dice in lacrime Vincenzo Catani, sindaco del paese, «era felicissimo. Per me Alessandro era come un figlio. Suo padre Enio lo considero un fratello».
Per il giorno dei funerali, che saranno fissati oggi dopo gli ultimi accertamenti, a Picciano ci sarà il lutto cittadino. Ieri pomeriggio è stata effettuata la ricognizione cadaverica. «È un dolore immenso per tutta la comunità», prosegue il sindaco, «il nostro è un piccolo paese, dove ci conosciamo tutti, e con Alessandro e la sua famiglia ci vedevamo ogni giorno. Perdiamo un ragazzo perbene, serio, tranquillo, splendido. Aveva lo stesso carattere di suo padre. E come suo padre aveva la passione per la cucina». Quando non cucinava, si dilettava a giocare a calcetto con gli amici, che ricordano la sua grande voglia di fare e il suo sorriso. Addolorato Gabriele Armenti, presidente della Fipe Confcommercio Pescara e titolare del ristorante Gabrielino di Picciano, rimasto chiuso ieri per lutto. «Siamo tutti vicini a Enio, che è il nostro chef da 15 anni, e lo saremo anche in futuro. Alessandro era dolce, gentile, educato. Non l’ho mai visto discutere con qualcuno. Somigliava molto al padre. E poi era pieno di vita». Sulle cause dell'incidente sono in corso elle verifiche, non sarebbero coinvolti comunque altri mezzi.