Schianto letale sul ponte Delli Castelli, indagati anche due amici del giovane fermato

I ragazzi sono accusati di omissione di soccorso: sequestrati i cellulari per scoprire perché sono scappati
PESCARA. Dopo lo schianto mortale, sono scesi dalla Fiat Punto del loro amico e sono scappati. Ecco perché due dei tre passeggeri che viaggiavano sull’auto di Gabriele Nardelli, in carcere con l’accusa di omicidio volontario, sono ora indagati a piede libero per il reato di omissione di soccorso. Il terzo giovane, il gemello del ventenne che ha travolto e ucciso il povero Gabriele Falcone, è invece rimasto sul luogo della tragedia.
I due fuggitivi, N.A.E. e S.G., sono stati identificati dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Montesilvano. I militari dell’Arma li hanno visti e fotografati all’ospedale di Pescara, dove nel frattempo erano stati trasportati per le cure del caso i fratelli Nardelli. Nei confronti di N.A.E. e S.G., nelle ore successive alla tragedia, è scattata la perquisizione disposta dal sostituto procuratore Anna Benigni. I cellulari dei due giovani sono finiti sotto sequestro.
L’analisi degli smartphone, in particolare di chat e messaggi, potrebbe risultare fondamentale. «I successivi approfondimenti investigativi», osserva nel decreto il pubblico ministero, «consentiranno di verificare perché N.A.E. e S.G. si siano allontanati immediatamente dal luogo del tragico sinistro, se la loro condotta sia stata funzionale alla necessità di celare un contesto illecito (come il possesso o il trasporto di droga) e se tale contesto illecito sia il motivo per il quale Gabriele Nardelli – al fine di passare più inosservato – stesse viaggiando a fari spenti».
La vittima e due amici stavano circolando uno dietro l’altro, ciascuno a bordo della propria moto: Falcone era il secondo della fila. Il primo ragazzo è vivo per miracolo. «È verosimile ritenere», scrive il giudice Mariacarla Sacco, «che sia riuscito a evitare l’impatto con la Fiat Punto condotta dall’indagato in quanto si è trovato in un punto più avanzato e aperto della carreggiata, così avvedendosi, per tempo, seppure in extremis, del sopraggiungere del veicolo contromano». Il giovane ha sterzato improvvisamente a destra, una manovra che gli ha consentito di scongiurare lo scontro finendo comunque contro il guardrail a margine della carreggiata.
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