Schiarita alla Brioni, la crescita potrà ripartire dal 2017

PENNE. Rilancio della qualità, riorganizzazione del retail e maggiore attenzione sui mercati. La Brioni vede il proprio futuro più roseo e una crescita che potrà incominciare già a partire dal 2017....
PENNE. Rilancio della qualità, riorganizzazione del retail e maggiore attenzione sui mercati. La Brioni vede il proprio futuro più roseo e una crescita che potrà incominciare già a partire dal 2017. Ieri a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, è stato rifatto il punto sulla situazione occupazionale dell'azienda sartoriale vestina.
Al tavolo di lavoro hanno partecipato le parti sociali, la dirigenza della maison d'alta moda pennese e le istituzioni, regionali e nazionali impegnate nella trattativa. Dai 450 esuberi previsti inizialmente dall'direzione aziendale, si è scesi oggi a circa 70 dipendenti a rischio. Un netto passo in avanti arrivato grazie alla sinergia tra sindacati e dirigenti e soprattutto con il sacrificio dei lavoratori. Volontariamente, accettando gli incentivi da 16 a 32 mila euro ciascuno a seconda del proprio orario di lavoro contrattuale, sono uscite infatti dal ciclo produttivo oltre 130 persone, mentre ben 111 hanno accettato la riduzione di orario.
Dal vertice romano di ieri è venuto fuori che fino a fine luglio sarà riaperta la procedura di mobilità volontaria incentivata. In questo modo, e attraverso l'accettazione di un orario ridotto, la Brioni tenterà di risolvere la situazione di stand-by degli ultimi 70 esuberi. I dirigenti Brioni Mario Morelli e Nicola Di Marcoberardino, assieme al consulente legale Luca Failla, hanno inoltre fatto il punto della situazione e spiegato la posizione aziendale, soprattutto in relazione ai mercati e alla crisi produttiva.
Negli ultimi anni Brioni ha avuto una sovrapproduzione rispetto alle commesse. Secondo il piano industriale presentato dal Ceo Brioni Gianluca Flore qualche mese fa al Mise, nel 2018 le vendite dei capi dovrebbero salire da 31 mila a 35 mila. «Il sovraccarico della produzione è stato un problema cui si doveva porre soluzione», ha spiegato Morelli. «L'azienda oggi ha la fortuna di far parte del gruppo Kering, che ha sempre sostenuto e sosterrà Brioni. Gli stabilimenti presenti in Abruzzo – quelli di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova – non saranno toccati. Purtroppo la situazione produttiva, soprattutto dell'ultimo anno, è stata sproporzionata rispetto alle richieste e alle problematiche di alcuni mercati, in particolare quelli russo, americano ed asiatico».
Riorganizzazione sostenibile della produzione e rilancio dal punto di vista strutturalegli aspetti che toccheranno la fabbrica di Penne. Il gruppo Kering investirà 2,5 milioni di euro per la sistemazione di parte della struttura produttiva vestina, vittima di problemi di tenuta, che sarà destinata al “su misura”, da sempre pezzo forte di Brioni. «Stiamo lavorando in un riassetto generale dell'organizzazione del management, del retail e dei mercati», ha precisato Morelli. «Il mondo formale resterà il caposaldo di Brioni, amplieremo inoltre le categorie di prodotto del maschile puntando all'eccellenza. Brioni sarà sinonimo di eleganza, stile e qualità in ogni sua produzione».
Francesco Bellante
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