Schlein: con D’Amico difendiamo la Regione

4 Febbraio 2024

Parla la segretaria del Pd, oggi a Teramo per dare la carica

TERAMO. «D’Amico sa difendere l’Abruzzo», dice Elly Schlein, segretaria del Pd, che oggi sarà a Teramo per accendere le polveri della campagna elettorale.
Segretaria, qual è il ruolo del Partito Democratico a livello nazionale e in Abruzzo?
Il nostro compito è quello di essere accanto alle persone, a partire dai più fragili e da coloro che fanno più fatica, e quindi attuare una presenza costante nei luoghi del lavoro, della salute, del sapere e della cura, poiché è nel nostro dna puntare a una società più giusta e ridurre le disuguaglianze. Questo vale sia per l’Italia che per l’Abruzzo, perché siamo impegnati in una grande battaglia contro le destre per promuovere un modello di comunità più inclusiva e più equa.
Perché l’impegno del Pd per Luciano D’Amico?
Abbiamo scelto molto tempo fa un candidato credibile, competente, che parla alle persone, perché quella di Luciano D’Amico è una storia che testimonia un impegno forte per l'Abruzzo, da dirigente di un’azienda pubblica e da ex rettore dell'Università di Teramo. Attorno a lui si è creata una sinergia tra le forze politiche e civiche che vogliono restituire a questa regione il ruolo che le compete, svilito da cinque anni di malgoverno delle destre che ha prodotto il nulla. L’esecutivo nazionale sta approvando norme - penso all’autonomia differenziata e al dimensionamento scolastico - che penalizzano gravemente il centrosud, ma da Marsilio non si è levata una sola parola di contestazione perché per loro il rispetto della linea di partito è più importante della difesa del territorio che governano.
La coalizione ampia del Patto per l’Abruzzo è definita un laboratorio politico nazionale: è d’accordo?
Qui abbiamo costruito una coalizione che mette insieme tutte le forze alternative alla destra, e lo fa attorno alla candidatura solida e riconosciuta di D’Amico. È la dimostrazione che si può fare ovunque, se mettiamo al centro le esigenze concrete della comunità.
I sondaggi diffusi dal Pd e FdI tracciano un quadro molto differente del gap che separa le due coalizioni: si va da una distanza di 9/10 punti a un sostanziale pareggio. Qual è il dato più attendibile?
Ho visto la rilevazione commissionata da Fratelli d’Italia e mi è venuto da sorridere: per la destra viene sondata una lista del presidente i cui candidati sono in parte ancora ignoti, mentre nel centrosinistra non è presente il dato sulla lista civica in appoggio a Luciano D’Amico. Inoltre i giudizi negativi sulla giunta Marsilio non superano il 20% degli intervistati, mentre tutte le indagini demoscopiche precedenti indicano che il gradimento del governatore della Regione Abruzzo è tra i più bassi del Paese. Diciamo che se dovessi scegliere opterei per il sondaggio che ogni giorno facciamo con Luciano D’Amico tra la gente: un crescente consenso per un abruzzese stimato e apprezzato dalle persone che lo incontrano.
In termini di percentuali e seggi, quali sono gli obiettivi del Pd per le regionali in Abruzzo?
Non ci poniamo obiettivi su seggi o percentuali. Vogliamo portare D’Amico a palazzo Silone. Lo merita l’Abruzzo, che non ha certo bisogno di altri cinque anni di un presidente mandato da Roma a prendere ordini da Giorgia Meloni. E lo merita D’Amico, persona umile e con una forte appartenenza alla sua terra.
Secondo il programma che il suo partito ha consegnato a D’Amico quali sono le priorità da affrontare in Abruzzo?
Sicuramente la sanità, martoriata da un governo che non crede nel servizio sanitario universale e che ha ridotto i fondi facendo allungare le liste di attesa. L’esperienza del Covid ci ha fatto capire che oltre a una rete di ospedali d’eccellenza nelle grandi città, serve la sanità territoriale, con centri di cura vicini ai luoghi in cui le persone esprimono i loro bisogni. Il contrario di quello che Marsilio sta facendo, declassando gli ospedali e non costruendo i nuovi, spingendo gli abruzzesi a rivolgersi ad altre regioni. Poi il lavoro: siamo impegnati a creare opportunità affinché i giovani non siano costretti, per i contratti precari o per i salari troppo bassi, a emigrare. Con un’attenzione speciale ai piccoli Comuni delle aree interne che stiamo visitando provincia per provincia, perché le attività economiche lì vanno sostenute contro lo spopolamento. Vogliamo costruire un nuovo modello di sviluppo che faccia nascere buona impresa, opportunità di lavoro e progresso sostenibile. A tal proposito l’Abruzzo possiede una risorsa inestimabile: l’ambiente, una ricchezza naturale preziosa per tutte e tutti perché può generare bellezza e sviluppo sostenibile, ma che va protetta dagli attacchi di chi ha ancora una visione ottocentesca della società. Noi ci batteremo per costruire una regione che si regga su questi capisaldi.
E cos’altro è prioritario?
Lo sono anche le infrastrutture, in una regione per la quale Salvini ha tagliato progetti fondamentali come quelli che riguardano la linea ferroviaria Pescara-Roma. Un inaccettabile taglio da un miliardo e mezzo nel silenzio della giunta regionale: senza questa e altre opere strategiche non possono nascere nuove opportunità di lavoro e una vera politica industriale per rilanciare il territorio e permettere ai giovani di costruirsi qui il futuro.
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