Sci-alpino, pienone a Caramanico

10 Gennaio 2017

Il centro termale registra gli arrivi di appassionati della montagna dal nord Italia

CARAMANICO TERME. L'altra neve di Caramanico. È l'aspetto positivo delle nevicate che fa da contraltare alle bufere di questi giorni. Gli operatori sono passati dalla soluzione delle situazioni di emergenza a quelle di preparazione dell'accoglienza.

Dopo l'annata 2015 senza neve, la città termale torna a essere la capitale dello scialpinismo italiano ed europeo. Così, mentre si lavorava per riaprire le strade verso le frazioni rimaste isolate, sono cominciati i primi arrivi. Soprattutto dal nord Italia, dove la neve scarseggia. Sono gli appassionati di scialpinismo che ben conoscono la montagna abruzzese e che non vogliono perdere neanche un giorno per lanciarsi nelle bellissime discese sui versanti di monte Rapina e Pescofalcone.

«Questa» commenta il sindaco, Simone Angelucci, «è per noi la neve alternativa e sostenibile: oltre a essere la principale località termale abruzzese, il nostro paese è uno dei centri più conosciuti in Italia per la varietà del comprensorio scialpinistico, disciplina sportiba che negli ultimi anni cresce di interesse fra gli sport invernali. L'anno scorso, tra i visitatori stranieri, circa il 12% sono arrivati dall'Austria, il 15% dalla Svizzera e dalla Germania, a riprova che lo “scialpinismo mediterraneo” offre elementi irripetibili di suggestione e di divertimento. Quest'anno, probabilmente, andrà meglio vista la concomitante scarsità di innevamento nel comprensorio alpino. Necessario, tuttavia, ricordare» prosegue Angelucci «che qualsiasi attività in ambiente innevato richiede sia la conoscenza sia la valutazione locale dei siti che si decide di frequentare, e soprattutto la necessaria attrezzatura per un eventuale intervento di autosoccorso».

Per evitare inconvenienti e avvertire gli scialpinisti della pericolosità dei versanti, in base alle indicazioni dei carabinieri forestali del Parco di Caramanico il sindaco ha firmato un'ordinanza di interdizione dell'accesso e della pratica dello scialpinismo su rave e gole, escludendo tuttavia, il Rapina e Pianagrande che sono percorsi avvincenti ma a basso rischio, adatti anche ai meno esperti. «Lo scialpinismo su questo versante della Majella offre scenari incredibili, molto apprezzati dai turisti stranieri», chiosa Angelucci, «la possibilità di scendere con una neve dalle caratteristiche uniche, difficilmente presente nelle località alpine, contemplando il mare dalla montagna».

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