Sci, impianti chiusi: arrivano tre milioni

Ecco la legge regionale che ristora imprese, Comuni e maestri
L’AQUILA. Un pacchetto di aiuti per il turismo montano invernale. La Regione Abruzzo, anticipando le mosse del Governo, corre in soccorso dei gestori degli impianti e dei Comuni in cui si trovano i comprensori sciistici, stanziando 3 milioni e 250 mila euro, plafond che verrà ulteriormente rimpinguato per inserire nella platea dei beneficiari anche maestri di sci, guide alpine e noleggi. La legge approderà in consiglio regionale domani. Il presidente dell’assemblea Lorenzo Sospiri spiega: «Siamo i primi in Italia a muoverci per dare un minimo di ristoro a questo settore».
LA PROPOSTA DI LEGGE Vede come primo firmatario il consigliere della Lega Simone Angelosante, ma tra i proponenti ci sono anche il governatore Marco Marsilio e lo stesso Sospiri (Forza Italia). È proprio Sospiri a illustrare la ratio dell’intervento: «Siamo una Regione che ha una grandissima risorsa attrattiva nel turismo invernale, localizzato in più comprensori. Lo scorso inverno gli impianti non hanno potuto funzionare per diversi mesi perché non c’era neve. Quando finalmente ha iniziato a nevicare, è esplosa la pandemia e gli impianti hanno dovuto chiudere. Quest’anno, invece, abbiamo montagne già piene di neve ma con ogni probabilità gli impianti non riapriranno. Ecco perché siamo intervenuti con una norma specifica».
LE MISURE La proposta di legge prevede due linee di intervento: una a sostegno dei soggetti gestori degli impianti e un’altra in favore dei Comuni che da quei gestori incassano ogni anno dei canoni di concessione. In favore dei primi, sono previsti dei contributi a fondo perduto per ristorare, almeno in parte, sia le spese sostenute per la manutenzione e il collaudo delle infrastrutture sia quelle affrontate per l’applicazione dei protocolli di sicurezza anti-Covid. Com’è scritto nell’articolo 3 del testo, «il contributo spetta a condizione che l’ammontare dei ricavi relativi alla stagione sciistica 2019-2020, limitatamente ai mesi di febbraio, marzo e aprile, sia diminuito di almeno un terzo rispetto ai medesimi mesi della stagione sciistica 2018-2019». L’ammontare del contributo sarà quantificato in base alla «dimensione e ampiezza dell’area attrezzata, in considerazione del numero di piste da sci presenti; alla presenza di impianti di innevamento artificiale; al numero delle presenze medie stagionali desumibili dal numero degli skipass stagionali». Per quanto riguarda i Comuni, invece, verranno erogati dei contributi «per sopperire al mancato introito dei canoni concessori dovuti dai gestori», in modo da «garantire a ciascun Comune l’ammontare di quanto sarebbe spettato a titolo di canone nell’anno 2020». «Certo», osserva Sospiri, «sono misure che non riusciranno a compensare per intero le perdite dovute a un’intera stagione andata male ma aiuteranno a tenere botta finché non sarà possibile sciare di nuovo. La stagione invernale non finisce a Natale anche se ovviamente è sotto Natale che le perdite sono maggiori, specie per alberghi e ristoranti. Ma per queste categorie dovrebbe intervenire il nuovo decreto Ristori». La legge prevede anche una norma ah hoc per il Comune di Scanno, un contributo di 250 mila euro «finalizzato all’acquisizione del bacino sciistico di Collerotondo».
SOLDI E TEMPI Come detto, la legge potrà contare su un plafond di 3 milioni e 250 mila euro, che verranno coperti grazie alla rimodulazione dei fondi Fsc fatta dalla Regione con il placet del ministero per la Coesione territoriale. «Sono soldi già disponibili», precisa Sospiri, che annuncia anche che saranno stanziati altri «300-400 mila euro che andranno a sostegno di tutta la filiera, vale a dire scuole e maestri di sci, guide alpine e noleggi di attrezzature sportive». La presentazione degli emendamenti scade oggi mentre quella dei sub emendamenti domani. «L’obiettivo», conclude Sospiri, «è stabilire modalità di erogazione dei contributi facili e veloci. Più saranno chiari i criteri di accesso e più saremo rapidi nell’intervenire. Per noi andrà benissimo qualsiasi proposta finalizzata a trasferire i soldi nel più breve tempo possibile, sia se dovesse arrivare dalle opposizioni che dalle associazioni che rappresentano i gestori degli impianti e i lavoratori della filiera».
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