Sci, piano aiuti immediato «Salvare i posti di lavoro»

12 Gennaio 2023

Nel vertice romano col ministro Santanchè le proposte dell’assessore D’Amario Sostegni a stagionali e maestri, replica del modello usato durante la pandemia

L’AQUILA. Fare presto. Se non si salverà la stagione, almeno si metteranno al sicuro i lavoratori di un comparto che in Abruzzo rischia il tracollo. Un piano di aiuti immediato rivolto a tutti gli operatori della neve, dagli impiantisti ai maestri di sci, fino a lavoratori che a causa della situazione climatica non si sono visti rinnovare i contratti di lavoro. È quanto proposto dal presidente della Commissione Politiche turistiche della Conferenza delle Regioni, Daniele D’Amario, nella riunione con il ministro del Turismo Daniela Santanchè alla presenza dei rappresentanti delle regioni dell’Appennino. «È necessario», ha ribadito l’assessore D’Amario, «pensare a un programma di aiuti che limiti i danni derivanti dal blocco forzato del turismo invernale per mancanza di neve. La nostra richiesta è rivolta al ministero, chiamato a svolgere un ruolo di raccordo tra governo e Regioni». Nella riunione è stato stabilito di far nascere un tavolo permanente tra le Regioni dell’Appennino e il ministro del Turismo «per far sì che si avviino tutte le azioni per portare l’Appennino a essere macro-destinazione turistica». Nella riunione, inoltre, il coordinatore del Turismo e gli assessori regionali hanno proposto, per finanziare il piano straordinario di aiuti, di svincolare le somme non spese dalle Regioni inserite nel decreto 41 che prevede aiuti alle imprese del turismo montano che hanno riportato danni economici a causa del blocco per Covid. Ma sui tempi di intervento per l’erogazione di aiuti «si gioca», ha aggiunto D’Amario, «la partita più importante e decisiva, perché dobbiamo dare risposte immediate agli operatori. Il modello adottato con il precedente governo quando abbiamo concordato ristori al turismo della montagna per il Covid, è un modello assolutamente ripetibile che ha garantito velocità e riduzione della burocrazia». Per i senatori di FdI Guido Quintino Liris ed Etelwardo Sigismondi, presenti all’incontro, «ancora una volta il governo Meloni dimostra presenza e ascolto ai territori. Sulla mancanza di neve che sta causando danni senza precedenti a interi comprensori è stata pronta l’iniziativa del ministro».
il vertice romano
A Villa Ada, a Roma, sede del ministero del Turismo, hanno partecipato al confronto (in sede o in videocollegamento) i presidenti delle Regioni Toscana Eugenio Giani e Marche Francesco Acquaroli, gli assessori regionali di Abruzzo (Daniele D’Amario), Emilia Romagna (Andrea Corsini) e Molise (Vincenzo Cotugno). Per la Regione Lazio presente la Direzione Turismo. Hanno aderito Anef- Associazione nazionale esercenti funiviari, Associazione maestri sci italiani, Assoturismo-Confesercenti, Cna (Turismo e Commercio e Professioni), Collegio nazionale maestri di sci italiani, Confindustria Alberghi, Confturismo, Federalberghi, Federfuni, Federturismo Confindustria.
le 4 proposte
«Ringrazio le Regioni e le associazioni di categoria che hanno partecipato al tavolo di lavoro, in cui sono state avanzate richieste giuste e significative in relazione alla questione che conosciamo», ha dichiarato il ministro Santanchè. «Sono emerse quattro dimensioni cruciali sulle quali agire sin da subito, nell’immediato, in attesa, ovviamente, di approntare una strategia più strutturata e circostanziata per il lungo termine. Innanzitutto, lavoreremo per sbloccare quei ristori già assegnati alle varie Regioni, ma al momento vincolati all’emergenza Covid, cosicché possano invece essere rediretti sulla situazione appenninica. Possiamo poi ristornare gli investimenti fatti nel 2022 dagli impianti sciistici per direzionarli sotto forma di nuove risorse per il 2023. Un terzo settore d’intervento», ha proseguito, «va senz’altro focalizzato sugli ammortizzatori sociali, che in fasi emergenziali come questa, sono fondamentali, e ho già avuto dei primi contatti interlocutori col ministro Calderone. Infine, ci muoveremo affinché le località montane dell’Appennino, dove c’è una situazione problematica, le risorse Imu riscosse dallo Stato in virtù del decreto varato dal governo Monti vengano rispese in quei Comuni. La mia preoccupazione, più che ai soldi e alle risorse, è legata alle tempistiche e alle capacità di gestione di fondi e strumenti che verranno messi a disposizione», ha concluso il ministro Santanchè. «Pertanto, ancora una volta, è necessaria un’interlocuzione continua tra enti locali, associazioni e ministero. Il tavolo per l’Appennino sia un tavolo permanente».
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