Sciarra: imprese edili, rischio licenziamenti

L’associazione costruttori lancia l’allarme sulla cassintegrazione: «Ripristinate le commissioni Inps»
PESCARA. Dall’associazione costruttori edili di Pescara parte il grido d’aiuto per i lavoratori del settore, in difficoltà per la crisi che ha investito il mattone.
Una questione che sta diventando di carattere sociale visto che, come spiega Marco Sciarra, presidente dell’Ance Pescara, «le imprese sceglieranno i licenziamenti», aprendo un ulteriore spaccato di disoccupazione e disagio.
Il problema sembra essere in gran parte legato alla Cassa integrazione guadagni ordinaria, conosciuta come Cigo, che integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori a cui è stata sospesa o ridotta l’attività lavorativa per situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti, come le intemperie stagionali o le situazioni temporanee di mercato.
«La Cigo si è ridotta drasticamente rispetto al passato», afferma Sciarra, «anzi, peggio. C’è l’illusione che esista, per cui le aziende invece di licenziare fanno domanda all’Inps anticipando subito le retribuzioni ai lavoratori. Poi però viene negata».
Sciarra, che pochi giorni fa ha condotto dal prefetto la delegazione Ance, Cgil, Cisl, Uil, e Ordine dei consulenti del lavoro, auspica che «vengano subito ripristinate le commissioni provinciali che l’Inps ha eliminato, perché queste garantiscono la rappresentanza delle categorie attrici nelle pratiche Cigo, e quindi una valutazione più puntuale delle richieste. Per la Cassa integrazione guadagni», ribadisce il presidente, «le imprese edili versano un contributo salato, pari al 4,7 per cento dell’imponibile Inps, e che ciò in questi ultimi dieci anni ha generato per l’istituto un tesoretto di circa 4 miliardi di euro di avanzo di gestione. Lo abbiamo costituito per regalarlo all’Inps o per pagare il costo sociale degli operai costretti a fermarsi?», domanda Sciarra. L’Ance Pescara sottolinea il bisogno imprescindibile di riottenere ciò che è stato versato.
«Rivogliamo solo quello che è nostro, lo abbiamo pagato per i nostri operai e a loro deve andare», conclude Sciarra. Un punto di vista condiviso dal presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro Laura D’Angelo. «Siamo tutti allo sbaraglio», afferma, «i consulenti non riescono più a lavorare e le imprese sono ferme».
Per i sindacati, erano presenti all’incontro in prefettura Massimo Di Giovanni della Cgil, Gianni Panza della Uil e Lucio Girinelli della Filca Cisl, i quali hanno rincarato la dose, affermando che le imprese «giungeranno così alla decisione di non presentare più richieste di Cassa integrazione ma licenziamenti».
Il prefetto, rappresentato dal capo di Gabinetto Daniela Di Baldassare, si è impegnato a interessare l’Inps sul tavolo nazionale e ha invitato l’Inps Pescara a dare massima applicazione alle leggi che prevedono l’interlocuzione.
Per l’Inps, c’erano Federico Fumo, direttore provinciale di Pescara, e Giovanni De Paulis, direttore dell’Ispettorato Chieti Pescara.
Melissa Di Sano
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