Scintille tra Luciani e Angelucci nel primo confronto elettorale

15 Giugno 2021

Il sindaco attacca l’ex primo cittadino ora candidato del centrodestra: «Lasciò la città piena di debiti» Pronta la replica: «La mia amministrazione venne persino premiata, basta con le accuse al veleno»

FRANCAVILLA. Antonio Luciani attacca. Roberto Angelucci risponde, specificando che «ai social preferisco il confronto in piazza». Si è consumato così il primo round della sfida elettorale tra l'attuale primo cittadino di Francavilla, principale sostenitore di Luisa Russo e l’uomo lanciato dal centrodestra.
«Uno in campagna elettorale può dire quello che vuole, può anche pensare che i francavillesi abbiano la memoria corta. Meno male che ci sono i numeri, che inequivocabilmente ci restituiscono la fotografia del reale», scrive Luciani sulla sua pagina Facebook. Poi entra nel dettaglio: «La mia amministrazione ha dovuto restituire a Banca Ifis un debito contratto dalla giunta Angelucci di 3 milioni 200mila euro. Con quei soldi avremmo potuto affidare dieci lavori di sistemazione dei marciapiedi l'anno per otto anni. Abbiamo inoltre dovuto pagare gli espropri di parco Arenazze e ne abbiamo altri che incombono per villa Turchi».
Altro passaggio sul porto turistico: «La giunta D'Alfonso ci ha finanziato 3 milioni 250mila euro per iniziare e terminare i lavori. Siamo partiti da un ammasso di pietre e cemento messi lì dall’amministrazione Angelucci, sequestrati dalla procura della Repubblica di Chieti». E chiude: «La città merita di continuare il percorso iniziato e non di fare un salto nel passato. Luisa Russo sarà il nuovo sindaco e con il nostro supporto farà crescere la nostra comunità sempre di più».
Non ha tardato la replica dell'ex sindaco di Francavilla Roberto Angelucci: «Trovo indegno e squallido l'attacco ricevuto da Luciani. Un atto di basso livello che la nostra città non merita, specie in questo momento che siamo ancora sotto pandemia. Certe bugie e falsità riducono il tutto a un mero campo di battaglia». Poi però spiega, partendo da quelli che Luciani definisce i debiti ereditati: «Sono normali movimenti di spesa per tutti i pagamenti necessari, comprese le condanne per gli espropri fatti dai sindaci precedenti. Sindaci che espropriavano per 10mila lire a metro quadro e che poi il giudice trasformava in 80-100mila lire. Tra l'altro, tra la mia ultima giunta e quella Luciani ce n'è stata un'altra di mezzo (quella di Nicolino Di Quinzio). Io ho lasciato un Comune che non era in predissesto, tanto che siamo stati premiati».
E ancora: «Ho creato la Risco, una delle prime società private di riscossione partecipate in maniera integrale dal pubblico. Società di cui le varie amministrazioni hanno goduto, compresa quella Luciani». Poi gli espropri dell'Arenazze e di villa Turchi «di cui sono molto orgoglioso». «Lì avrebbero dovuto costruire grandi palazzoni. Sono intervenuto, ho espropriato e ho realizzato parchi pubblici. È l'operazione più di sinistra che abbia fatto», dice sorridendo. Infine un passaggio sulla gestione del cimitero che Angelucci definisce scandalosa. «Con il project financing i costi per i francavillesi sono triplicati». E un appello: «Cerchiamo di animare un confronto costruttivo tra tutti i candidati a sindaco, senza rovinarlo in questo modo».
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