Sciopero degli infermieri rischio disagi all’ospedale

Il sindacato Nursind incrocia le braccia, in trenta partiti da Pescara per protestare a Roma. Argentini: altre dieci adesioni nelle sale operatorie
PESCARA. Rischio disagi oggi negli ospedali di Pescara, Penne e Popoli per lo sciopero degli infermieri proclamato dal sindacato Nursind. Lo sciopero, della durata di 24 ore, andrà avanti per tutta la giornata di oggi. In trenta, intorno alle 5,30, sono saliti su un autobus e sono partiti dal piazzale dell’ospedale in via Fonte Romana per manifestare a Roma contro «il blocco del contratto della sanità e il disinteresse del governo verso i lavoratori del sistema sanitario nazionale».
Secondo il segretario provinciale del Nursind, Antonio Argentini, disagi potrebbero verificarsi nelle sale operatorie: «Abbiamo ricevuto una decina di adesioni anche da parte di colleghi che lavorano nelle sale operatorie», dice Argentini, «ma i conti li faremo alla fine».
L’obiettivo del Nursind, sindacato indipendente, è portare a Roma mille manifestanti per marciare in fila indiana da piazza del Popolo fino a Montecitorio: «Riteniamo grave», dice Argentini, «che agli incontri per il raffreddamento della vertenza del personale infermieristico sia mancata la presenza del ministero della Funzione pubblica e del ministero dell’Economia, mentre per il minacciato sciopero delle forze dell’ordine si era addirittura mosso il presidente del Consiglio dei ministri. Dobbiamo concludere che la salute dei cittadini, per questo governo, vale meno della loro sicurezza».
Il Nursind torna a denunciare, a livello nazionale, le stesse «criticità» già segnalate nella Asl di Pescara: vale a dire, spiega Argentini, «il permanere della crisi occupazionale infermieristica che vede, in Italia, circa 30 mila infermieri non occupati e il sovraccarico di lavoro che la categoria sopporta per il perdurare del blocco del turn-over, il mancato ricambio generazionale per la riforma pensionistica, l’invecchiamento e l’usura del personale; il demansionamento in cui versa il personale infermieristico chiamato a coprire nel sistema le carenze di altre figure e del personale di supporto; l’impossibilità di valorizzare qualsiasi percorso di carriera».
Per Argentini, «le risorse per il rinnovo dei contratti si possono ben trovare all’interno del sistema senza tagliare sui diritti o sui servizi. Ci sia data la possibilità di trasformare una parte di questi risparmi in risorse per la valorizzazione del lavoro degli infermieri».
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