Scivola sullo sterco, polso rotto: e il Comune di Penne paga i danni

Costretta a zigzagare tra gli escrementi sulle strade, otterrà oltre 4 mila euro. Il giudice: scarsa manutenzione e pulizia, l’amministrazione non ha garantito la sicurezza
PESCARA. Ha cercato di zigzagare tra gli escrementi ma alla fine è caduta, si è rotta un polso e quello scivolone sul guano del piccione le ha portato almeno un po’ di fortuna: il Comune di Penne è stato condannato a risarcirla di 4.150 euro.
Se tutti i capitomboli in piazza San Marco, la regina delle piazze dei colombi, finissero dal giudice è probabile che la Serenissima avrebbe le casse un po’ più vuote solo che in questo caso, il luogo della contesa, non è Venezia ma Vico Quarto a Penne: la stradina che viene pulita al mattino ma così preda dei pennuti da essere di nuovo sporca alla sera.
E’ lì che Donatina Troiani stava camminando un giorno di luglio del 2008 quando, evita il primo ed evita il secondo, becca l’escremento rompendosi il polso e insudiciandosi la gonna e la punta delle scarpe. La donna viene aiutata a rialzarsi e, passato lo spavento, fotografa la strada sporca, chiama i testimoni e confeziona un dossier che confluisce sulla scrivania dello studio dell’avvocato Wania Della Vigna che fa causa al Comune: Troiani deve essere risarcita. La faccenda finisce nella mani del giudice Marco Bortone del tribunale di Pescara che, ascoltati i testimoni, sentita la difesa del Comune, ripercorsa la giurisprudenza, condanna il Comune di Penne a risarcire la donna con 4.150 euro: «Non c’è stata manutenzione».
In quella strada c’era un «pericolo occulto», ha sancito il giudice attenendosi a una sentenza della Cassazione secondo cui è considerata «un’insidia stradale ogni situazione di pericolo che l’utente medio, usando la normale diligenza richiesta dalla particolare situazione in cui si trova non può obiettivamente prevedere». E quella sentenza si adatta a Vico Quarto, la strada con un “trabocchetto” che, imprevedibile, Troiani non ha potuto evitare e in cui è caduta. A nulla è valsa la difesa del Comune di Penne che prima ha cercato di “smontare” il sinistro e poi di scaricare sulla Regione perché, come viene riportato nella sentenza, «la fauna selvatica è considerata patrimonio indisponibile dello Stato, con conseguente responsabilità, per i danni dalla stessa cagionati, delle Regioni». Ma la caduta c’è stata, ha ricordato Bortone, che ha ascoltato non solo il primo soccorritore della signora, un uomo che stava camminando a dieci metri da Troiani e l’ha vista prima «zigzagare nella strada buia e sporca» e poi «scivolare poggiando la schiena su uno dei gradoni», ma anche l’operatore ecologico che si occupa di pulire la strada. Anche Vico Quarto a Penne è sommersa dai piccioni perché, come ha testimoniato l’operatore ecologico: «Pulisco una volta alla settimana, eccezionalmente due volte solo che una volta pulita la strada dagli escrementi di piccione, la stessa può nuovamente sporcarsi».
Colpa dei piccioni o di chi non pulisce? «L’evento-danno non è eziologicamente riconducibile in via diretta agli animali», ha scritto il giudice, «bensì alla scarsa manutenzione e pulizia di Vico Quarto da parte del Comune di Penne a cui compete le gestione e la manutenzione delle strade pubbliche per garantire la sicurezza dei cittadini». Così, l’amministrazione che non ha garantito la sicurezza è stata condannata a risarcire la donna di 4.150 euro. (p.au.)
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