Sclocco: mare e ospedale, ecco come la città crescerà

30 Aprile 2019

Gli otto candidati sindaci per la prima volta tutti insieme a confronto su Rete8  La candidata del centrosinistra: «Solo la mia giunta regionale ha agito davvero»

PESCARA. «Un sindaco dovrà essere in grado di battere i pugni per risolvere i problemi di Pescara. Le partite che mi impegno a risolvere fin dal primo giorno sono diverse: Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) di secondo livello in ragione del numero maggiore di accessi in ospedale, tabelloni luminosi sulle spiagge per far vedere a tutti, in chiaro, i risultati delle analisi dell’Arta sulla qualità delle acque del mare e controlli contro gli scarichi abusivi lungo il corso del fiume».
Sono queste le priorità che la candidata sindaca della coalizione di centrosinistra, Marinella Sclocco, affida alla prima tribuna elettorale in onda ieri sera su Rete8. Il confronto in studio fra gli otto aspiranti sindaci di Pescara Erika Alessandrini, Gianluca Baldini, Stefano Civitarese, Carlo Costantini, Mirko Iacomelli, Carlo Masci, Marinella Sclocco e Gianni Teodoro è stato moderato dal direttore dell’emittente Carmine Perantuono.
SCLOCCO «Pescara ha bisogno di migliorare perché ha tante potenzialità», rimarca la candidata sindaca Marinella Sclocco, appoggiata dal Pd e dalle liste Sclocco sindaco e Città aperta, «mi chiedo che cosa abbiano fatto quelli che hanno governato il Comune per 25 anni. L’unica azione concreta portata avanti è stata fatta dalla mia Giunta regionale, visto che per la prima volta siamo intervenuti con 32 milioni di euro per aumentare la portata del depuratore ed evitare ciò che succede da 100 anni, ossia che le acque bianche e nere confluiscano entrambe nel mare».
COSTANTINI Carlo Costantini, candidato sindaco del polo civico, non ha dubbi su che cosa farebbe nel suo primo giorno da sindaco: «Farò una diffida alla Regione Abruzzo perché è l'unica regione in Italia a non essere intervenuta sui Dea di secondo livello. Sono strutture fondamentali: oltre a essere più attrezzate e qualificate dal punto di vista tecnologico e professionale, ricevono risorse per fare assunzioni, investimenti e garantire la qualità della salute del cittadino. Nonostante che Pescara abbia più accessi al Pronto soccorso, leggo periodicamente che la Regione intende escludere Pescara e inserire Chieti e Teramo. Se così fosse, firmerò un ricorso al Tar contro questa decisione illegittima e lesiva degli interessi dei pescaresi». Quanto al porto, Costantini ha in mente un progetto di legge per il dragaggio permanente.
ALESSANDRINI. Il Movimento 5 stelle, forza di governo a livello nazionale e all’opposizione in Regione, punta sulla candidata sindaca Erika Alessandrini. «Sono tre le linee di intervento sulle quali puntiamo: fondi Masterplan, Piano regolatore portuale e trasporto pubblico locale», spiega Alessandrini, «non possiamo più perdere tempo. Abbiamo ancora a disposizione 12 milioni non spesi per la riqualificazione dell’area di risulta, 4,5 milioni per il museo del mare e altre risorse regionali che il Comune dovrà avere la capacità di spendere immediatamente. Il piano regolatore del porto che costerà 200 milioni di euro cementificherà il porto e devierà il corso del canale costruendo banchine inutili poiché basate su dati di vent’anni fa».
CIVITARESE «Abbiamo l’unico progetto veramente in campo che restituisce a Pescara un luogo identitario come l’area di risulta, ma per ragioni varie è stato adottato e non portato avanti». Così Stefano Civitarese, ex assessore della giunta del sindaco uscente Marco Alessandrini e oggi candidato sindaco con Coalizione civica per Pescara, rivendica i suoi progetti strategici stilati per la Pescara del futuro che tuttavia non hanno visto la luce «a causa di incapacità, contrasti interni e cortezza di vedute», ribadisce convinto che «Pescara ha tutte le carte in regola per diventare la capitale del Medio Adriatico».
MASCI Carlo Masci, candidato unitario del centrodestra, punta l'attenzione sull'ampliamento dell'università «in ragione dei 15mila studenti a Pescara» e sulla Grande Pescara. «Mi batterò affinché diventi realtà», dice, «ero assessore al Bilancio quando è stato votato il referendum. Le condizioni di Pescara impongono un allargamento per far sì che possa essere la 14esima città italiana con l'ambizione di diventare la capitale del Medio Adriatico».
TEODORO Punta sui parcheggi di scambio a nord e a sud della città, per favorire mobilità e ambiente Gianni Teodoro, in corsa con la lista "Scegli Pescara", su una fiera permanente del fiore per favorire il decoro e sul potenziamento del nucleo di intervento rapido della municipale per migliorare la sicurezza.
BALDINI «Siamo l'unica forza in campo che si oppone alla Grande Pescara», dice Gianluca Baldini, candidato con "Riconquistare l'Italia", «il referendum popolare è stato una farsa perché non è stato pubblicizzato a sufficienza. Siamo convinti che la bellezza di Pescara dipenda dal suo essere a misura d'uomo».
IACOMELLI Mirko Iacomelli, candidato sindaco con l'appoggio di Casapound non ha dubbi: «La priorità è il fiume. Intervenire con il dragaggio è essenziale. Un tempo avevamo una draga fissa, mentre oggi il fiume e il mare sono sporchi».
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