«Scomparsi i documenti dalla mia casa devastata»

Francavilla al Mare, parla e lancia qualche indicazione utile alle indagini il titolare dell’appartamento distrutto da un rogo appiccato da sconosciuti prima di Natale
FRANCAVILLA AL MARE. Dopo un mese di attesa, una decina di giorni di fa, Giuseppe D'Onofrio e sua moglie hanno potuto fare rientro nella loro abitazione di contrada Quercia Notarrocco, a Francavilla al Mare dopo che un incendio doloso l'ha quasi completamente distrutta lo scorso 23 dicembre.
Due giorni prima dell’ultimo Natale, i residenti della zona sono stati risvegliati dalle fiamme e dal fumo che divampavano dalla casa a tre piani. Sul posto, diverse squadre dei vigili del fuoco che dopo circa sei ore di lavoro erano riusciti a domare le fiamme. Subito dopo, sono partite le indagini condotte dai carabinieri della locale stazione, guidati dal comandante Antonio Solimini, allo scopo di individuare i responsabili del rogo.
Al momento, non si esclude ancora nessuna pista in attesa che dal Ris arrivino i risultati dei rilievi. Il giorno dell’incendio la casa era vuota, perché i coniugi D'Onofrio erano andati in Svizzera dai figli, e proprio quella mattina stavano facendo ritorno a Francavilla. Al rientro, hanno trovato la casa divorata dalle fiamme. Solo dopo oltre un mese di attesa, è stato disposto il dissequestro dalla Procura e D'Onofrio (sua moglie non ce l'ha fatta a entrare in quello che resta della casa) ha potuto camminare sui resti di una vita vissuta, tra ricordi andati in fumo e oggetti inceneriti insieme al loro valore affettivo. Al piano terra, nel soggiorno cucina, sono rimaste solo le carcasse degli elettrodomestici, mentre al primo piano tutti i letti delle camere si sono bruciati. Il fumo nero e denso ha invaso ogni angolo dell'appartamento. L'unica parte che si è salvata è quella della mansarda dove i malviventi hanno solo rovistato tra mobili, armadi e cassetti allo scopo di rubare ma non hanno appiccato il fuoco.
Tra gli oggetti rubati gioielli in oro e una collezione di orologi. D'Onofrio, nel rientrare in quello che resta della sua casa, da un lato ha le lacrime agli occhi vedendo una vita di sacrifici (sia sua che dei suoi genitori) andata in fumo ma dall'altro non si dà pace ed è convinto che i mandanti dell'incendio siano coloro che non hanno accettato la sua raccolta firme per il rispetto del divieto di transito dei mezzi pesanti, sulla strada antistante la sua casa. «Ho ritrovato la valigia dove custodivo tutti i documenti. Era aperta su un tavolo ma vuota, questo è un chiaro segnale sulla direzione da prendere per trovare i colpevoli. Dal sindaco Luciani ci saremmo aspettati almeno una telefonata di cortesia per quanto ci è successo, invece niente». Intanto, il senatore Antonio Razzi ha lanciato una raccolta fondi per sostenere la coppia. La la casa ha danni per oltre 300mila euro ed è inagibile. Questo l'Iban per le donazioni: IT09N0103077690000000621914.
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