«Sconfitto lo Stato, la battaglia continua»

30 Settembre 2018

Le reazioni di Wwf e Legambiente. De Sanctis (Forum H2O) punta il dito sulla legge sulla prescrizione

PESCARA. «La sentenza della Cassazione, ribaltando le conclusioni della Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila, ha sancito che non ci sono o non sono individuabili colpevoli per quella che è stata definita la discarica abusiva più grande d'Europa. Una situazione paradossale, che complica anche le prospettive di bonifica, per la quale il futuro è a questo punto di nuovo tutto da scrivere». Lo affermano Wwf e Legambiente. «La sentenza è un vero incubo per gli abruzzesi» dichiara il presidente regionale di Legambiente, Giuseppe Di Marco, «tutto si conclude con annullamenti e prescrizioni. Queste ultime non possono non richiamare alla mente il gravissimo ritardo politico nell'approvazione della cosiddetta legge sugli ecoreati, intervenuta solo nel 2015 dopo oltre 20 anni». Il delegato regionale Wwf Abruzzo, Luciano Di Tizio, ricorda che «nel 1972 l'assessore comunale di Pescara Giovanni Contratti denunciò il problema e puntò l'indice contro Montedison. Il risultato fu per lui una sorta di damnatio memoriae, mentre la questione inquinamento veniva dimenticata, salvo riesplodere nel 2007 con le conseguenze note».
«Sconfitto è lo Stato che dopo 11 anni di processo arriva ad accertare che non vi sono responsabilità o che quelle che forse vi erano sono prescritte» commenta l'avvocato Tommaso Navarra che ha rappresentato le due associazioni nella fase processuale, «noi continueremo una battaglia di civiltà, anche giuridica, consapevoli che lo dobbiamo alla nostra storia e alle nostre future generazioni».
«Si paga la questione della prescrizione, che è il vero disastro della giustizia in Italia. Non ci aspettavamo molto, anche perché abbiamo frequentato le aule dei tribunali, essendo spettatori di molte vicende poco commendevoli», aggiunge Augusto De Sanctis, del Forum H2o. «La legge sulla prescrizione non aiuta, come pure non aiuta l'interpretazione di questa legge fornita negli anni dalla Cassazione, tanto che c'è stata la prescrizione anche nel caso sull'amianto a Casale Monferrato (Alessandria), dove ci sono stati 3.000 morti».
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