Scontri fuori dallo stadio: bilancio finale di sei feriti

PESCARA. Ventuno giorni di prognosi per il funzionario di polizia ferito alla mandibola durante i tafferugli tra le tifoserie rivali all’uscita dello stadio e un bilancio finale di sei persone...
PESCARA. Ventuno giorni di prognosi per il funzionario di polizia ferito alla mandibola durante i tafferugli tra le tifoserie rivali all’uscita dello stadio e un bilancio finale di sei persone portate al Pronto soccorso dell’ospedale civile. Il derby dell’Adriatico tra Pescara e Ancona si è confermato ad alta tensione: oltre al poliziotto sono rimasti coinvolti negli scontri anche un militare della Guardia di finanza, un negoziante di nazionalità cinese di 38 anni colpito con un sasso alla fronte, uno steward in servizio e altre due persone.
Il giorno dopo la gara, la Digos ha acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza dell’impianto di gioco e quelle poste intorno al perimetro dello stadio con l’obiettivo di identificare gli autori delle schermaglie. I tafferugli sono iniziati intorno alle 16 con il lancio di pietre e oggetti contundenti contro le vetrine dei negozi di viale Marconi, dove è stato colpito un addetto alle vendite, poi portato in ospedale a bordo di un’ambulanza della Life. Gli scontri sono proseguiti poi con l’esplosione di alcuni petardi a fine gara, conclusa con la vittoria per due reti a zero degli ospiti. Le attività investigative andranno avanti per valutare le responsabilità dei tifosi biancazzurri e dorici coinvolti negli scontri. Oltre alla denuncia all’autorità giudiziaria per il lancio di materiali pericolosi in occasione di manifestazioni sportive, i supporter violenti rischiano anche un provvedimento amministrativo che vieta loro di accedere allo stadio in occasione degli incontri di calcio, il cosiddetto Daspo emesso dal questore, la cui durata è variabile da uno a cinque anni. (y.g.)

