Scontro in consiglio su Ambiente Contestato il piano del sindaco

Pd e M5S presentano 106 emendamenti alla delibera per cambiare il cda e dare più peso a Pescara Il voto rinviato a lunedì. Intanto i soci si riuniranno il 2 agosto per eleggere il nuovo presidente
PESCARA. È scontro al Comune di Pescara sulla modifica dello statuto della società dei rifiuti Ambiente spa. Centrosinistra e Movimento 5 Stelle hanno presentato 106 emendamenti al provvedimento, con l’obiettivo di fermare il piano del sindaco Carlo Masci che prevede un aumento da 2 a 3 dei consiglieri di amministrazione scelti dal Comune di Pescara in qualità di socio di maggioranza con l’83 per cento delle quote.
Per questo motivo, l’esame e la votazione dell’apposita delibera, presentata dall’assessore all’ambiente Isabella Del Trecco e di tutti gli emendamenti i sono stati rinviati alla seduta di lunedì prossimo del consiglio comunale. Si tratta di una corsa contro il tempo, perché è stata già convocata per il 2 agosto l’assemblea dei soci di Ambiente per modificare lo statuto ed eleggere il nuovo consiglio di amministrazione, ora guidata dal presidente uscente Massimo Papa. Ma il compito di Masci non è facile: l’opposizione è sul piede di guerra e un primo assaggio di ciò che accadrà lunedì si è avuta ieri mattina, quando il centrosinistra ha presentato una richiesta di sospendere la discussione della delibera «per poter promuovere, come Comune di Pescara, un confronto preliminare con i Comuni soci sulle modifiche allo statuto e sulle prospettive della società». La richiesta, firmata dai consiglieri Piero Giampietro, Marco Presutti, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco, Mirko Frattarelli, è stata bocciata dall’aula.
«L’interesse di Pescara», ha spiegato il capogruppo del Pd Piero Giampietro, «deve essere quello di rafforzare il servizio pubblico e renderlo sempre più efficiente e questo obiettivo si coglie con una società almeno di scala provinciale». «Se a tre anni dalla fusione», ha affermato, «si rende necessario un tagliando al modello di governance della società, crediamo che anche in vista del Comune della Nuova Pescara questa verifica vada fatta mettendo i Comuni soci attorno ad uno stesso tavolo e discutere con loro sulle strategie per rafforzare la società, il territorio e la sostenibilità del servizio in chiave economica e ambientale».
«Mettere tutti gli altri soci davanti al fatto compiuto di una proposta sostanzialmente unilaterale», ha aggiunto il capogruppo, «rischia di generare il fuggi-fuggi dei Comuni minori, capace di minare alle fondamenta il futuro del servizio pubblico a tutto vantaggio di eventuali privati».
«Ecco perché», ha concluso il capogruppo, «insistiamo nel chiedere a Masci di convocare i sindaci, discutere con loro, condividere una strategia: questo è l’interesse di Pescara e dei pescaresi. E riteniamo che questo vada fatto prima di qualunque votazione». Dello stesso avviso il Movimento 5 Stelle: «Masci vuole fare l’asso piglia tutto, questa società è nata per essere inclusiva e non si capisce perché il sindaco voglia aumentare i componenti del cda scelti da lui».
L’obiettivo di Masci e dell’amministrazione comunale, dunque, resta quello di aumentare il numero dei consiglieri di amministrazione della società scelti da Pescara. Attualmente, il capoluogo adriatico è rappresentato nel cda uscente da un consigliere e dal presidente Massimo Papa. Con una modifica allo statuto si vorrebbe aumentare da due a tre i componenti del cda, compreso il presidente. Ecco cosa dice il testo che si intende modificare. «La società», si legge, «è amministrata da un consiglio di amministrazione composto da tre a cinque membri, di cui, in caso di composizione a tre, due nominati dal Comune di Pescara e uno dal Comune di Città Sant’Angelo. In caso di composizione a cinque, tre nominati dal Comune di Pescara, uno dal Comune di Città Sant’Angelo e uno dagli altri enti soci».

