Scontro sui nuovi orari dei locali: commercianti e residenti in rivolta

I titolari delle attività: «Non è giusto differenziare le chiusure in base alle zone, così si creano disparità» Gli abitanti di piazza Muzii: «È inutile anticipare lo stop delle attività, caos e rumori proseguiranno»
PESCARA. I nuovi orari per i locali notturni, in vigore da ieri, hanno scontentato tutti. I commercianti hanno bocciato la scelta del sindaco Carlo Masci di anticipare di mezz’ora le chiusure fino al prossimo 6 settembre. Contrari anche i residenti di piazza Muzii e di via Battisti che speravano in una restrizione maggiore con uno stop delle attività addirittura entro mezzanotte.
Invece, la decisione di far chiudere all’una i locali di piazza Muzii e centro storico, dalla domenica al giovedì e all’una e mezza, il venerdì e sabato, e mezz’ora dopo (rispettivamente all’una e mezza e alle 2) quelli delle altre zone della città, ha suscitato una rivolta generale seppure per ragioni diverse.
Le prime critiche sono arrivate dal portavoce del comitato cittadino Tranquillamente Battisti Federico Di Filippo. «Riguardo ai nuovi orari disciplinati nell’ultima ordinanza firmata dal sindaco», ha detto, «possiamo solo dire che si tratta di umorismo di pessimo gusto. Il problema è più ampio, sono troppe le normative che non vengono fatte rispettare. Si continua a voler far credere all’opinione pubblica che tutto vada bene e che si voglia tutelare il diritto alla quiete e al riposo dei residenti, ma i cittadini non sono stupidi e sanno bene qual è la realtà. Un esempio è l’istituzione del turno notturno della polizia municipale che doveva partire da luglio e ancora non si capisce quando sarà operativo». «Alle attività di somministrazione», ha aggiunto Di Filippo, «era stato concesso più spazio pubblico per aumentare il distanziamento tra gli avventori, invece è aumentato solo il numero di tavoli e sedie con un distanziamento inesistente tra i commensali».
Di tutt’altro parere il direttore di Confartigianato Fabrizio Vianale che contesta la scelta degli orari differenziati dei locali a seconda delle zone. «In questo momento difficile», si legge in una nota firmata da Confartigianato imprese Pescara e dall’associazione Pescara viva, «è impensabile creare economie di serie A e di serie B suddividendo gli orari in base alle varie zone della città. Non ci sono aree a maggiore o minore rischio di contagio. Da questo punto di vista la nuova ordinanza è inopportuna». «Gli orari», hanno osservato le due associazioni, «devono essere uguali in tutta la città, a tutti devono essere date le stesse opportunità di ripresa».
Secondo il presidente di Confesercenti Raffaele Fava, «non c’è alcuna correlazione tra l’esigenza di garantire il distanziamento anti-contagio e la restrizione degli orari dei pubblici esercizi». «Non capiamo la ragione per cui il virus si debba fermare a piazza Muzii e non mettere in pericolo il lungomare. Il provvedimento del sindaco, anche se ipoteticamente ispirato da giusti principi di contenimento del virus, si scontra con il buonsenso perché continua a puntare il dito contro i locali ritenuti ingiustamente scomodi. Se vuole contenere il virus, imponga gli stessi orari anche agli stabilimenti balneari».
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