Scontro sull’Aca, Febo: Di Lorito dica con chi sta

SPOLTORE. Le polemiche sul rinnovo della dirigenza dell’Aca rimbalzano anche nel consiglio comunale di Spoltore: la consigliera di opposizione Marina Febo ha presentato un’interrogazione per chiedere...
SPOLTORE. Le polemiche sul rinnovo della dirigenza dell’Aca rimbalzano anche nel consiglio comunale di Spoltore: la consigliera di opposizione Marina Febo ha presentato un’interrogazione per chiedere al sindaco Pd Luciano Di Lorito di dire «apertamente» da che parte sta. La prossima assemblea dell’Aca è convocata per il 7 e 8 ottobre e si dovrà decidere chi saranno i nuovi amministratori che prenderanno il posto di Vincenzo Di Baldassarre, l’ex amministratore unico che ha portato l’ente al concordato a fronte di debiti per oltre 100 milioni di euro. Durante l’ultima assemblea per il ritorno al cda, Di Lorito si è accodato alla decisione della maggioranza degli altri sindaci di rinviare il caso alla successiva riunione. «Il primo cittadino, nelle assemblee della società partecipata, dovrebbe spendere il nome del Comune di riferimento e rappresentare i cittadini del proprio Comune e non il partito a cui temporaneamente è affiliato», dice Febo, «pertanto è tenuto a rendere pubblica la sua posizione e soprattutto a spiegare perché quest’ultima tutelerebbe meglio gli interessi “pubblici” della comunità di riferimento». Tra i candidati in lizza per amministrare l’Aca c’è anche Stefano Ilari, ex direttore generale del Comune di Pescara e attualmente amministratore unico della Spoltore Servizi. «Il sindaco dica chiaramente quali “criteri” intende seguire nella scelta del/dei candidato/i da sostenere alla prossima assemblea dei soci e se intende tener conto che il Comune di Spoltore ha adottato un Codice etico per la buona politica. Chiedo al sindaco», dice Febo, «di esprimersi in merito alla candidatura dell’amministratore unico della Spoltore Servizi, da lui stesso nominato, su quali conseguenze potrebbero esserci da una sua eventuale nomina all’Aca, come pure cosa pensa del potenziale cumulo di incarichi in capo al medesimo alla luce dell’articolo 6 del Codice etico che si applica anche agli amministratori delle società partecipate».

