Scontro sulla rete degli ospedali

3 Febbraio 2021

Il centrosinistra: «Solo una bozza». Verì: «La pandemia ha rallentato i lavori»

«Un documento che non decide, pieno di contraddizioni, fatto solo per essere bocciato dal governo nazionale». Il centrosinistra attacca a testa bassa sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, accusando la giunta Marsilio di essere in ritardo con la programmazione e di aver prodotto, finora, solo una bozza, risalente all’ottobre 2019.
Immediata la replica dell’assessore alla Sanità Nicoletta Verì: «Non capisco quale sia la realtà oggi scoperta dal centrosinistra: siamo stati direttamente noi, un anno fa, a rendere note le valutazioni del tavolo di monitoraggio sulla bozza del piano di riordino. Appena qualche giorno dopo in tutto il mondo è esplosa la pandemia».
LE CRITICHE. A parlare per il centrosinistra sono i consiglieri regionali Silvio Paolucci, Dino Pepe e Pierpaolo Pietrucci (Pd); Americo Di Benedetto (Legnini Presidente) e Sandro Mariani (Abruzzo in Comune), che ieri mattina, all’Aquila, hanno tenuto una conferenza stampa.
«In due anni di legislatura non è stato prodotto niente, non c’è nessun atto di programmazione sanitaria firmato da Marco Marsilio. Quelli vigenti risalgono alla giunta precedente», ha esordito Paolucci. «Siamo fermi a una bozza datata ottobre 2019, mai passata né per le commissioni né per il consiglio. Per averla abbiamo dovuto fare una richiesta di accesso agli atti alla quale ha risposto direttamente il direttore generale della Regione, Barbara Morganti, che ci ha consegnato tutti gli atti che sono stati oggetto di interlocuzione tra la Regione e il ministero. Quello che viene fuori è il grande bluff di questa giunta, che ha tradito tutte le promesse fatte in campagna elettorale, per le quali avevano scomodato anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni».
DEA. Secondo Paolucci, «la bozza della nuova rete è un salto indietro che penalizza i territori. Il piano del centrodestra rinuncia alle connessioni funzionali tra L’Aquila-Teramo e Chieti-Pescara, addirittura legittima il declassamento di quegli ospedali facendo venire meno i presupposti per la creazione dei due Dea di II livello. Declassamento che si riverbera ovviamente anche su quelli che erano considerati ospedali Dea di I livello. Si torna insomma a un’impostazione superata da oltre 15 anni e dai nuovi provvedimenti legislativi».
OSPEDALI MINORI. Per quanto riguarda gli ospedali minori, dice il centrosinistra, «Atessa viene confermato ospedale di area disagiata, Ortona è identificato come articolazione organizzativa e funzionale del presidio di Chieti e lasciato con appena 4 anestesisti, per Popoli e Penne non c’è nessuna previsione ulteriore rispetto alla proroga ottenuta solo con la legge Sisma, che scadrà a aprile 2021. E ancora, per Sulmona, qualsiasi proposito di ristabilire il punto nascita resta solo un’indicazione sulla carta da sbandierare ai quattro venti e su cui fare propaganda, non essendo stati garantiti i presupposti per sostenere la promessa per farlo restare».
LA REPLICA DI VERÌ. «Siamo stati direttamente noi, il 25 gennaio 2020, a rendere note le valutazioni del tavolo di monitoraggio sulla bozza del piano di riordino della rete ospedaliera inviata ai ministeri affiancati l’ottobre precedente», replica l’assessore regionale Verì.
«Sono stati chiesti da Roma ulteriori approfondimenti, ma appena qualche giorno dopo in tutto il mondo è esplosa la pandemia, che ha portato a concentrare gli sforzi nella gestione dell’emergenza, da noi affrontata con un piano specifico per la rete ospedaliera Covid, che in questi giorni sta arrivando a completamento. In questi mesi, comunque, l’interlocuzione è andata avanti e ha portato anche a qualche risultato in più, come la riclassificazione dell’ospedale di Ortona in presidio di base. Per il resto», conclude, «mi sembra che i gruppi di minoranza non abbiamo svelato nulla che non avessimo già detto noi, che continuiamo a sostenere la nostra scelta di revisione del modello introdotto proprio dal centrosinistra quando era al governo della Regione e che ha causato notevoli problemi e disservizi».