Scontro sulla società dei rifiuti Il M5S: «Scalata di Masci al cda»

Convocata l’assemblea dei soci di Ambiente: al voto una modifica dello statuto per aumentare i rappresentanti del Comune di Pescara da due a tre. Sola: «Blitz per conquistare la maggioranza»
PESCARA. Il Comune di Pescara avvia la scalata per conquistare la maggioranza assoluta all’interno di Ambiente spa, la società che gestisce i rifiuti a Pescara, Città Sant’Angelo e in altri centri della provincia. Ambiente è la stessa società che ha avanzato la proposta di realizzare un ecovalorizzatore a Città Sant’Angelo: si tratta di un impianto in grado di trattare 60mila tonnellate di rifiuti organici all’anno per produrre biogas. È un progetto da 30 milioni di euro, 15 a carico dei Comuni soci e altri 15 da due società del gruppo Snam (la Ies Biogas e la Renerwaste). In una recente intervista al Centro sui progetti di fine mandato, il sindaco Carlo Masci ha parlato così dell’impianto biogas: «La realizzazione del biodigestore ci permetterà di abbattere i costi dello smaltimento dei rifiuti del 30%: un’operazione storica». E per portare avanti il piano sui rifiuti, l’amministrazione Masci tenta la prova di forza.
Ora, il cda di Ambiente conta 5 poltrone: il presidente Massimo Papa e i consiglieri Francesca Sagazio, Massimo Santarelli, Alessandra De Luca e Carla Ricci. Secondo l’articolo 17 dello statuto, due componenti sono «nominati o designati» dal Comune di Pescara, uno da Città Sant’Angelo e gli ultimi due dagli altri enti soci. Ma adesso il M5S riapre lo scontro sui rifiuti e denuncia «un assalto a ogni principio di democrazia, partecipazione e controllo»: nell’assemblea dei soci di domani si discuterà una «proposta di modifica dello statuto» chiesta dal Comune di Pescara e la nuova versione dell’articolo 17 sarebbe questa: «Tre membri nominati dal Comune di Pescara, uno dal Comune di Città Sant’Angelo e uno nominato dagli altri enti soci». Il Comune di Pescara avrebbe il potere di decidere senza possibilità di veto degli altri enti soci.
«Un blitz con il quale il Comune di Pescara, autore della proposta, pretende di impossessarsi della maggioranza assoluta del cda», commenta il consigliere M5S Paolo Sola, «facendo di fatto fuori quasi completamente la rappresentanza degli altri Comuni soci che rischieranno così di dover subire le scelte di Pescara senza di fatto avere alcun potere decisionale, sobbarcandosi i rischi di eventuali scelte dannose, come accaduto con il biodigestore».
Il M5S segnala un’altra proposta: «Smantellare il Comitato di controllo analogo sostituendolo con un organo amorfo formato dai sindaci dei Comuni soci. Un duplicato dell’assemblea dei soci (già formata proprio dai sindaci), con il paradosso che controllori e controllati diventerebbero due facce della stessa medaglia». Per esprimere un parere, ieri è stata convocata una riunione del Comitato di controllo analogo: «Ma è una convocazione non valida», conclude Sola, «perché inviata anche a membri del Comitato non più in carica, come l’ex presidente Fabrizio Rapposelli (dimessosi dopo la querelle sul biodigestore) e, cosa ancor più grave, due ex colleghi del Comune di Spoltore che, dopo le elezioni, non sono più presenti all’interno dell’amministrazione comunale neo eletta».

