Scontro tra famiglie rom rivali, la rissa per motivi sentimentali

9 Marzo 2026

Urla e minacce, la polizia arresta la 31enne che ha investito per tre volte la zia. Di Luzio (Asl): «Episodio grave». Ugl: «Da migliorare i sistemi di videosorveglianza»

PESCARA. Ci sarebbe un movente sentimentale alla base della rissa scoppiata sabato pomeriggio tra due famiglie rom rivali da tempo, che hanno scatenato il caos davanti all’ospedale. Durante gli scontri le ambulanze sono rimaste bloccate, impossibilitate a rientrare, mentre pazienti e personale sanitario era intrappolato all’interno della struttura. La guerriglia è terminata con l’arresto di una donna di 31 anni, appartenente alla famiglia Morelli, originaria del Pescarese. L’udienza di convalida è attesa entro domani (il pm è Benedetta Salvatore).

Secondo quanto ricostruito, la 31enne, al culmine della lite con gli avversari appartenenti alle famiglie Russi, originaria del Teramano, è salita a bordo della sua auto, una Fiat Bravo, e investe più volte la zia cinquantenne. La donna è stata immediatamente ricoverata per diversi traumi agli arti inferiori ma, fortunatamente, non è in pericolo di vita. A riportare la calma sono stati gli uomini della squadra volante, guidati dal dirigente Pierpaolo Varrasso, che con non poca difficoltà hanno bloccato e immobilizzato alcuni giovani appartenenti a entrambe le famiglie, impegnati nello scontro e arrivati persino a spaccare il vetro dell’auto della donna. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e le guardie giurate Italpol . Dopo la guerriglia, nella serata di sabato, intorno alle 22.30, alcuni familiari della donna ferita si sono presentati in ospedale per farle visita, ma sono stati fermati dalla sicurezza che ne ha impedito l’accesso.

«È grave quanto accaduto», dice il direttore sanitario della Asl Rossano Di Luzio, «un episodio di violenza che ha reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine e del personale di vigilanza. A polizia, carabinieri e guardie giurate va il mio ringraziamento per la tempestività con cui sono intervenuti, garantendo il ripristino delle condizioni di sicurezza». Di Luzio condanna l’episodio: «Gli ospedali devono restare luoghi sicuri e protetti, sottratti a ogni logica di scontro e aggressività», dice, «chi lavora in sanità svolge un servizio essenziale e deve poter operare in un clima di serenità e rispetto. Un pensiero va anche ai pazienti e ai loro familiari. È dovere di tutti contribuire a preservare un ambiente di cura sereno, dove il rispetto sia la condizione fondamentale per garantire assistenza e tutela a chi ne ha bisogno».

L’episodio, ripreso da decine di telefonini e diffuso rapidamente sui social, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle strutture sanitarie. «Accogliamo con favore la decisione dell’azienda sanitaria di rafforzare il servizio di vigilanza, consentendo un maggiore livello di sicurezza», dice Flavio Imperato della segreteria regionale Ugl, «riteniamo tuttavia che vi siano ancora ulteriori margini di miglioramento, in particolare per quanto riguarda il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza».

Il sindacato ringrazia l’attività delle guardie giurate Italpol dell’ospedale, quattro di loro rimase lievemente ferite durante lo scontro. «Con lucidità e professionalità, sono riuscite a circoscrivere la rissa in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine, collaborando attivamente con queste ultime per mettere in sicurezza l’area e fermare le persone coinvolte», dice, « ancora una volta si evidenzia come la presenza di personale formato, preparato e altamente professionale rappresenti un elemento determinante nella gestione di situazioni critiche come questa, purtroppo sempre più frequenti nelle nostre città».

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