Scontro tra i sindaci per le nuove nomine all’Autorità portuale

29 Settembre 2021

Il primo cittadino di Ancona: a noi le competenze di altri porti Masci: «Basta campanilismi, necessaria una sede distaccata»

PESCARA. C'è fermento attorno al rinnovo delle cariche dirigenziali dell'Autorità portuale di sistema del mare Adriatico centrale. Dallo scorso luglio l'ente che sovrintende Ancona, Pescara, Ortona, Falconara, Pesaro e San Benedetto e che definisce strategie di sviluppo e interventi da attuare sui singoli porti, è sotto la guida del commissario straordinario Giovanni Pettorino, che ha sostituito il precedente presidente Rodolfo Giampieri, giunto a scadenza del mandato.
Ora si attende la scelta del nuovo presidente, che dovrà arrivare dal ministero delle Infrastrutture in accordo con i presidenti delle Regioni e del segretario individuato dal presidente. La partita vedrebbe in sintonia i governatori di Abruzzo e Marche Marco Marsilio e Francesco Acquaroli, ma al contrario ha generato un acceso scontro tra il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli e di Pescara Carlo Masci. Con una lettera sulle pagine del Corriere Adriatico, il sindaco Mancinelli ha lanciato chiare accuse. «Giocare con i manuali Cencelli o le spartizioni politiche è da irresponsabili, non offre certo le garanzie che sarebbero necessarie per la gestione. Sono convinta che l'estensione delle competenze del porto di Ancona ad altri porti marchigiani e abruzzesi sia una opportunità per creare sviluppo».Secondo la prima cittadina, le risorse che arriveranno anche dal Pnrr «servono a far crescere il sistema, ma servono soprattutto agli investimenti del porto di Ancona».
Inevitabile la replica del sindaco Masci. «Da 10 anni stiamo vivendo il dramma del porto insabbiato, dal 2014 siamo costretti a convivere con i fanghi depositati dentro la vasca di colmata e con una palese difficoltà di rapporti con l’Adsp per quanto attiene alla gestione e l'attuazione del piano regolatore portuale. Da molto tempo la nostra realtà portuale usufruisce di finanziamenti troppo modesti. Tutto questo si è tradotto nella “fuga” dei nostri pescherecci da Pescara in altri porti, cosa che rende ancora più stringente la necessità di avere una sede distaccata. La scelta di ruoli apicali deve basarsi sulla competenza, ma fino a oggi questo è avvenuto con un occhio che ha guardato solo Ancona».
Per Masci i due presidenti delle Regioni stanno cercando «un'intesa che tiene conto delle competenze e delle professionalità nell'ottica degli interessi di tutto il sistema portuale e non solo di Ancona. Mi dispiace che ci siano posizioni campaniliste che in questo momento non sono utili al progetto». Ancora più netta la posizione del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. «La portualità abruzzese ha un peso specifico all’interno dell’Autorità portuale che va rispettato e che non permetteremo venga sacrificato in virtù di un triste tentativo di strumentalizzazione messo in atto nel bacino marchigiano. Se la guida dell’organismo verrà affidata a un abruzzese sulla base di professionalità, è inconcepibile innescare una polemica tentando di far passare tale scelta come un tentativo del governatore Acquaroli di compiacere il partito di Fratelli d’Italia ai danni delle Marche, non lo permetteremo e siamo pronti a salire sulle barricate».