Scontro tra Tiboni e Masci sui lavori al D’Annunzio «Premi Flaiano a rischio»

La presidente: «Nessuno ci ha avvertito prima dell’intervento, bastava una mail» Il sindaco: «Ci sono mille posti, critiche infondate». E in serata rimosso il cantiere
PESCARA. Premi Flaiano senza sede? L’edizione numero 50 della rassegna internazionale creata da Edoardo Tiboni si annunciava strepitosa e invece ieri mattina è scoppiata una bufera, sulla rassegna internazionale, quando si è scoperto che il teatro D’Annunzio era disponibile solo parzialmente perché c’è un cantiere in corso e si stanno impermeabilizzando le gradinate, nella parte alta. La promotrice dei Premi, Carla Tiboni, se n’è accorta proprio ieri, casualmente, «durante un sopralluogo», e ha convocato subito la stampa per denunciare che «in queste condizioni non possiamo proiettare le pellicole del Flaiano Film Festival, anche perché ci hanno chiesto di smontare la regia, per proseguire i lavori, e senza regia non si fa nulla». Da lì, il putiferio. Durante la giornata la polemica è stata alimentata senza soluzione di continuità, in attesa di una decisione sulla prosecuzione del Premio, in vista della serata finale di domenica. E nel tardo pomeriggio si è deciso di andare avanti, essendo stato rimosso il cantiere «su mia richiesta», ha chiarito Tiboni.
«CONTRATTO NON RISPETTATo»
«Abbiamo firmato un contratto con l’Ente manifestazioni pescaresi per affittare il teatro dal 26 giugno al 2 luglio, senza alcuna cantierizzazione», ha ricostruito Tiboni facendo esplodere il caso. «Il contratto, però, non è stato rispettato. Nonostante abbiamo saldato tutto, non siamo in condizione di svolgere il Flaiano film festival», diretto da Riccardo Milani e inaugurato due sere fa da Elio Germano. Non sapeva niente, Tiboni, di questi lavori. «Bastava una mail, eppure non sono stata informata e non so neppure chi abbia appaltato l’intervento ma non posso rischiare che le persone vadano ad intossicarsi con il materiale che si sta utilizzando. Forse questi lavori dovevano essere realizzati prima o dopo?», si è chiesta. «Non è possibile che succeda qualcosa ad ogni evento», ha proseguito. «Non voglio pensare che dietro ci siano dispetti o ripicche, penso a lavorare», ha detto garantendo la sua «serietà, nel rispetto dell’impegno con il pubblico e la città».
«POLEMICHE INUTILI»
Masci ha risposto immediatamente, scattandosi una foto all’interno del teatro, per mostrarne la fruibilità. «I lavori di riqualificazione sono cominciati circa un mese fa, il teatro è perfettamente fruibile, si sono già svolte diverse manifestazioni, come il concerto degli Avion Travel, riuscite perfettamente, con migliaia di presenze. L'impresa sta lavorando senza creare problemi e il cronoprogramma permette lo svolgimento di tutte le iniziative. Sono andato a verificare la struttura, dove i lavori (che finiscono alle 16) stanno interessando solo la parte alta (non accessibile), dopo aver toccato la zona dei seggiolini, e non solo quella. Il Premio Flaiano può svolgersi tranquillamente sia per le proiezioni cinematografiche, visto che ci sono 1.000 posti nell’area dei seggiolini, sia per la serata finale, visto che i lavori saranno terminati in tempo, sulle gradinate, e ci saranno 2.000 posti. Nessun rischio di intossicazione», ha replicato Masci a distanza facendo notare che si sta usando «una vernice impermeabilizzante non nociva. Non capisco perché ci siano polemiche continue, in questo caso infondate e strumentali. Tiboni può stare tranquilla».
«MISTIFICAZIONI»
«Al solito si monta una polemica mistificatoria, solo per denigrare l'amministrazione comunale. Abbiamo fatto il possibile per assicurare l'esecuzione dei lavori e nel contempo la stagione estiva al D'Annunzio», ha rincarato la dose l’assessore alla Cultura Maria Rita Carota mentre l’assessore al Bilancio Eugenio Seccia ha accusato la minoranza di alimentare una questione inesistente «perché non vuole bene alla città». E poi, mostrando le foto del teatro, con i seggiolini a disposizione, ha parlato di una «fake».
«Foto vecchie», a detta della Tiboni. «Mi stanno dando della bugiarda, ma io non ho mai menzionato il Comune. Però così abbiamo scoperto di chi è la responsabilità di quanto si sta verificando», ha ribattuto. «Quanto livore nei confronti dei Premi. Ma noi resistiamo. La cultura è più forte di tutti. Ringrazio chi mi ha diffamata, perché con le cause civili che intenterò contro di loro finanzierò delle iniziative culturali», ha scritto sui social per poi chiedere in un video, al pubblico dei Premi, di «essere presente in maniera massiccia» alla serata di ieri. Tutto questo alla vigilia della votazione del Cda dell’Ente Manifestazioni sull’ingresso dell’Associazione Flaiano, che da tempo chiede (invano) di essere ammessa come socio.

