Scoperta carne a rischio per gli arrosticini

Blitz del Nas in un laboratorio abusivo in cattive condizioni igieniche. Sotto sequestro 150 chili di prodotti ovini freschi
PENNE. Le pecore venivano macellate in Francia e poi portate in Abruzzo, nel Pescarese, dove le carni venivano lavorate e destinate alla produzione di arrosticini. Tutto questo avveniva però in un laboratorio completamente abusivo e in condizioni igienico-sanitarie e strutturali precarie.
A fare la scoperta sono stati i carabinieri del Nas di Pescara, diretti dal tenente colonnello Domenico Candelli, i quali hanno sottoposto a vincolo sanitario, insieme alla Asl, oltre 150 chili di carni ovine fresche, con cui sarebbero stati preparati i tipici spiedini abruzzesi. Le indagini hanno preso il via dopo il ritrovamento da parte dei carabinieri forestali del reparto Parco nazionale Gran Sasso-Monti della Laga, nelle campagne vicino Penne, di diverse carcasse di ovini. Da qui, è partita tutta una serie di accertamenti per cercare di capire da dove provenissero. Sono stati, quindi, ispezionati i vari allevamenti presenti nell'area vestina, avviati riscontri documentali. Attraverso questo tipo di attività, eseguite anche attraverso l'incrocio di dati informatici, commerciali e fonti della rete con la tracciabilità di partite di carni ovine macellate in Francia, è stato individuato un laboratorio di sezionamento carni abusivo. Oltre ad essere abusivo, era anche sporco.
Durante il blitz, i carabinieri hanno trovato attrezzature e locali in condizioni a dir poco precarie. Da prima di Pasqua, anche a seguito dell'allarme dei produttori sull'aumento del costo delle materie prime, i Nas hanno avviato controlli serrati negli insediamenti zootecnici, stabilimenti di macellazione e sezionamento carni della regione. Le ispezioni hanno riguardato il benessere degli animali, le condizioni igienico-sanitarie e strutturali delle stalle; la corretta identificazione dei capi; la rintracciabilità dei mangimi e delle carni; i requisiti igienico-sanitari dei locali e dei veicoli destinati alla raccolta e trasporto del latte; le procedure di autocontrollo aziendale. Le verifiche sono state svolte in collaborazione con i servizi veterinari delle Asl e hanno portato ad elevare sanzioni amministrative per oltre 10mila euro.

