Scoperta l’arma mangia-smog: grafene inserito nel cemento
PESCARA. Il grafene diventa un’arma mangia-smog, che può aiutare gli edifici a pulire l’aria. Combinato con nanoparticelle di titanio e la luce del sole e inserito nel cemento, può distruggere il 70%...
PESCARA. Il grafene diventa un’arma mangia-smog, che può aiutare gli edifici a pulire l’aria. Combinato con nanoparticelle di titanio e la luce del sole e inserito nel cemento, può distruggere il 70% in più di molecole inquinanti, rispetto al biossido di titanio da solo. È il risultato di uno studio condotto dall’università di Bologna, il Politecnico di Milano e il Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche).
Già da tempo, nel mondo dell'industria e della ricerca, si lavora alla realizzazione di questo particolare cemento, aggiungendo delle particelle di ossido di titanio. «Si è visto infatti che il biossido di titanio, quando è inserito nel cemento ed è illuminato dalla luce solare, può degradare le particelle inquinanti», spiega Giulio Cerullo, coordinatore del gruppo del Politecnico.
«Si ha quello che viene definito un processo di fotocatalisi», fa presente, «dove le nanoparticelle di titanio, assorbendo la luce, possono distruggere le molecole inquinanti. Messo nel cemento, lo si rende capace di pulire l’aria circostante, con l’innesco della luce esterna». «Noi», conclude, «abbiamo aggiunto, oltre alle nanoparticelle di titanio, anche dei nanofogli di grafene che rendono il tutto ancora più efficiente, permettendo di eliminare molte più molecole inquinanti».

