Scoperta la banda dei giovani spacciatori

Del gruppo fa parte un 18enne indagato per violenza sessuale, già arrestato. Cinque perquisizioni, un ragazzo ai domiciliari
MONTESILVANO. Spaccio di droga, violenza sessuale, episodi di violenza dentro e fuori casa. È uno spaccato desolante quello che emerge dall’operazione “Baby drugstore”, condotta dai carabinieri della compagnia di Montesilvano, guidata dal comandante Luca La Verghetta, che ha portato allo smantellamento di una banda di diciottenni, all’epoca dei fatti composta da minorenni, dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti sul territorio cittadino.
A conclusione delle indagini i carabinieri hanno effettuato due giorni fa 5 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti indagati, su disposizione del pubblico ministero Anna Benigni, e uno dei cinque è stato sottoposto agli arresti domiciliari su disposizione del giudice per le indagini preliminari Antonella Di Carlo. I cinque indagati, appena maggiorenni, sono ritenuti responsabili di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e l’arrestato, oltre che per spaccio di droga, è indagato per le ripetute minacce e percosse finalizzate a costringere dei testimoni a ritrattare le accuse e a dichiarare il falso non solo sullo spaccio ma anche su un episodio di violenza sessuale. Tra questi spacciatori in erba c’è infatti anche un giovane accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una minorenne di Montesilvano. Per questi episodi, avvenuti in casa nel corso dell’estate, i carabinieri hanno arrestato nel mese di settembre il presunto responsabile, su disposizione del Tribunale per i minorenni, al termine di tutti gli accertamenti.
I fatti, così come ricostruiti dai militari, sono emersi non solo a seguito della denuncia della vittima ma anche grazie all’attività dei carabinieri, che all’epoca era già in corso.
L’indagine sullo spaccio inizia a marzo 2018, quando gli uomini dell’Arma vengono a sapere di un ragazzo (all’epoca minorenne) che minaccia, maltratta e picchia i genitori per farsi consegnare i soldi per acquistare la droga. Quello stupefacente non è solo per lui ma lo spaccia anche. Il giovane viene arrestato e dall’esame del cellulare, dei documenti e dei contatti telematici viene ricostruita un po’ per volta una rete spacciatori.
Si scopre che la droga veniva ceduta a giovanissimi del posto, che vengono individuati dagli investigatori, interrogati e segnalati in prefettura. Attraverso le loro testimonianze e gli accertamenti tecnici, i carabinieri appurano che la vendita di stupefacenti avviene praticamente ovunque, in città, e viene posta in essere dagli indagati sia individualmente sia in concorso.
E durante le indagini gli uomini dell’Arma eseguono un arresto in flagranza di reato, nel giugno scorso. Viene preso un altro ragazzo del gruppo, trovato in possesso di 10 dosi di cocaina e 190 grammi di marijuana. Scavando nell’attività di questi pusher i carabinieri collegano l’attività in corso con quella già eseguita al mese di gennaio 2017, quando un altro giovane è stato trovato in possesso di 50 grammi di marijuana e un piccolo quantitativo di hashish: è lui uno dei componenti della banda di cui si è appresa l’esistenza quest’anno. Allora, però, era stato già denunciato per spaccio.
Tracciando un bilancio dell’operazione “Baby drugstore” i carabinieri parlano di «un duro colpo al sodalizio di giovani spacciatori» ai quali sono stati sequestrati 300 grammi di marijuana, 4 grammi di cocaina e materiale per il confezionamento delle dosi.
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