Scoperti gli autori del raid al Classico

3 Maggio 2021

Indagini lampo della Digos sul blitz di alcuni giovani in via Venezia, finito sui social. Il Da Vinci condanna i suoi studenti

PESCARA. Urla, volgarità, bestemmie, cori da stadio contro il liceo Classico intonando lo slogan “Lo bruciamo sì o no”. E poi una pipì liberatoria sul portone della scuola di via Venezia intitolata a D’Annunzio, evidentemente poco gradita da un gruppo di giovani che ha effettuato una spedizione punitiva e l’ha anche ripresa con il cellulare, per poi pubblicare tutto su Instagram. Tra le frasi gridate e rivolte agli studenti di via Venezia nel video: «Rispetto per il Classico solo perché lo ha costruito il duce a forma di M» e «Non ve lo meritate il duce». Chiarissima, di contro, l’esaltazione di un altro liceo, lo scientifico Da Vinci, la scuola frequentata da alcuni degli autori di questa assurda notte brava, maggiorenni e minorenni, che si sono esposti in prima persona riprendendo i propri volti e “pubblicizzando” tutto sui social.
Le immagini shock sono finite dopo poche ore, sabato mattina, all’attenzione della Digos, diretta da Irene Vizioli, che si è subito attivata per identificare i componenti del gruppo - partendo dai video finiti sui social - e arrivare, una volta completati gli accertamenti, alla loro segnalazione alla Procura se non anche ad una eventuale sanzione per il mancato rispetto della normativa anti-Covid. Al gruppetto potrebbe essere contestato di aver commesso atti contrari alla pubblica decenza.
La reazione delle due scuole è stata immediata. La dirigente del Da Vinci, Nora Ruggieri, si è detta «costernata» per l’accaduto e ha espresso «profonda solidarietà alla dirigente del Classico, Antonella Sanvitale, alla comunità e alle famiglie». Gli studenti del Da Vinci non si riconoscono nei fatti dell’altra notte, anzi lo hanno «condannato» e si sono «sentiti offesi che alcuni compagni si siano comportati in modo così vergognoso. E la condanna è arrivata anche dalle famiglie degli studenti così come dal consiglio di istituto e dal personale scolastico», dice sempre Ruggieri. «Seppure qualcuno potrebbe derubricare l’accaduto come bravata, si è trattato di un fatto gravissimo», ha proseguito parlando di «azione meschina». La scuola si è messa in contatto con alcuni degli studenti che hanno realizzato il raid e oggi questi studenti potrebbero essere accolti al Da Vinci con i genitori. Vengono descritti come giovani brillanti a lezione, educati e molto seguiti dalle famiglie e tra sabato e ieri hanno già mostrato di ravvedersi, il che non esclude la possibilità di una sanzione disciplinare nei loro confronti. Dal Classico, Sanvitale parla di «gesti riprovevoli, fatti inumani che ci chiedono innanzitutto di riprendere con più consapevolezza e gratitudine il nostro cammino a scuola, in tutte le scuole, per essere donne e uomini liberi». Dopo questo episodio, che preoccupa profondamente perché cela «un vuoto, una mancanza di consistenza», Sanvitale rilancia «la sfida educativa» propria della scuola. E ringrazia gli studenti del Classico che hanno reagito, «con appassionata energia, ripulendo in silenzio e con cura l’ingresso della scuola».
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