Scoperto maxi scarico fognario nel fiume

La capitaneria di porto fa intervenire l’Aca su una condotta ostruita a Villa Raspa. E scattano altre due denunce
PESCARA. È stato un elicottero che effettua scansioni a infrarossi a far emergere l’esistenza di un altro scarico illegale nel fiume Pescara. La scoperta, ad opera degli uomini del terzo Nucleo aereo della Guardia costiera, è avvenuta nel territorio di Villa Raspa di Spoltore dove il personale della Capitaneria di porto, che sta indagando da mesi sull’inquinamento di fiume e mare, ha fatto intervenire i tecnici dell’Aca (Azienda consortile acquedottistica) per correre ai ripari. Il problema è stato risolto, dopo la segnalazione, ma per il direttore del settore depurazione e il direttore tecnico dell’Aca, Bartolomeo Di Giovanni e Lorenzo Livello, è scattata la segnalazione all’autorità giudiziaria per inquinamento ambientale e getto pericoloso di cose, come era già accaduto in occasione del sequestro di due depuratori, a Manoppello e Lettomanoppello, e di uno scarico fognario a Tocco da Casauria, avvenuto venerdì scorso da parte della Capitaneria di Porto e del Corpo forestale dello Stato.
Stavolta la fonte dell’inquinamento del fiume è stata appurata grazie all’elicottero AW 139 Nemo che, sorvolando un tratto del fiume Pescara, ha rilevato la presenza di uno scarico fognario direttamente nel corso d’acqua. L’individuazione è stata possibile quando l’elicottero, dotato di un sistema di accertamento elettro-ottico, ha registrato un’anomalia termica, cioè una differenza di temperatura tra i reflui che arrivavano da un collettore di scarico e il Fosso del Seminario, dove i reflui andavano a finire. Questa anomalia è stata segnalata al Nucleo di polizia marittima che ha eseguito il prelievo dei reflui immessi sul Fosso e ha riscontrato un notevole superamento dei limiti indicati dal Testo unico ambientale: il valore degli escherichia coli superava i 34 milioni Ufc/100 ml, a fronte di un valore massimo consigliato di cinquemila Ufc/100 ml. È stato quindi chiesto all’Aca di accertare cosa fosse accaduto ed è stato appurato che il problema è causato da una condotta ostruita per cui le acque fognarie non venivano destinate al depuratore di via Raiale ma sfociavano direttamente nel fiume attraverso il Fosso del Seminario, dove i reflui si sversavano.
La Capitaneria di porto, agli ordini del comandante Enrico Moretti, fa notare che lo scarico era «di grossa portata» e nei prossimi giorni appurerà anche quanto tempo è andato avanti questo sversamento fuori legge, facendo una verifica direttamente sulla portata di liquami nei giorni precedenti alla riparazione, considerato che proprio questi livelli avrebbero dovuto rappresentare una spia importante per l’Aca. L’Azienda consortile acquedottistica, da parte sua, fa sapere di essere «intervenuta, appena allertata, con proprio personale e con i mezzi autospurgo» e di aver lavorato «in situazione di estrema difficoltà, a causa dei problemi di accesso al terreno in cui si trovava la fognatura ostruita. Già oggi (ieri per chi legge, ndr), la Capitaneria ha potuto accertare che la condotta è stata ripristinata».
I controlli non si fermano, sottolinea proprio la Capitaneria ricordando di aver già scovato «numerose fonti di inquinamento del fiume». L’intento è di «cercare di migliorare le precarie condizioni del Pescara, in gran parte responsabili dell’inquinamento delle acque costiere vicine alla foce del fiume, destinate alla balneazione».
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