Scoppia l’inferno in centro: fiamme di oltre dieci metri

Incendio partito dall’isola ecologica vicino alla banca: non si esclude la pista anarchica
PESCARA. «Davanti ai miei occhi ho visto l’inferno. C’erano fiamme altissime che hanno raggiunto i piani più alti del palazzo e una densa nube nera. Era come se ci fosse stata un’esplosione. Poi l’odore forte di bruciato e il fuggi fuggi». Il racconto è di una delle tante persone che ieri mattina alle 8 si trovavano in centro quando è divampato l'incendio che ha coinvolto la filiale della banca Intesa San Paolo di corso Vittorio Emanuele. Ad andare a fuoco uno dei cassonetti dell’isola ecologica, fra via Roma e via Fiume, in pochi secondi divorata dalle fiamme, proprio davanti a un vetrata della banca andata distrutta con il locale adiacente, adibito alla contabilità.
Il fumo ha invaso corridoi e uffici della filiale, sia quelli al pianoterra che al primo piano, rendendola inagibile. Sulle cause, al momento non si esclude nessuna pista, neppure quella dell’attentato di matrice anarchica, vista la protesta che sta divampando in Italia e non solo a sostegno di Alfredo Cospito, originario proprio di Pescara, da oltre 100 giorni in sciopero della fame contro il regime di 41 bis a cui è sottoposto. Fino a ieri sera non ci sono state rivendicazioni né scritte, e non sarebbero stati trovati neppure ordigni. Al momento, quindi, quello anarchico è uno degli scenari su cui si lavora, considerando che gli istituti di credito sono comunque obiettivi sensibili. Delle indagini si sta occupando la Digos che, diretta da Dante Cosentino, ha immediatamente acquisito ed esaminato le immagini delle telecamere presenti attorno alla filiale e nelle vie limitrofe. Nel punto esatto in cui il rogo è scoppiato, non ci sono: è presente solo una telecamera all’ingresso della Ztl, all’incrocio tra via Roma e corso Vittorio, che riprende però solo le targhe al passaggio delle auto.
Quando è divampato il rogo, nella filiale c’erano due dipendenti che hanno subito dato l’allarme. E in pochi istanti il centralino dei vigili del fuoco è stato tempestato di telefonate. A chiamare, passanti, automobilisti, inquilini del palazzo di sette piani in cui si trova la banca, genitori degli alunni della vicina scuola Pascoli. Il panico. Le fiamme si sono alzate alte sino a quasi 10 metri, accompagnate da una nube nera visibile da tutto il centro città. Diversi genitori hanno preferito riportare i propri figli a casa, chi era già entrato a scuola è rimasto in classe con finestre chiuse e mascherine. A spaventare, è stata soprattutto la velocità con cui il fuoco si stava propagando, tanto da raggiungere in pochissimo tempo l’incrocio con corso Vittorio. Per domarlo, i vigili del fuoco, con più squadre e mezzi, hanno impiegato circa un’ora. Oltre alle operazioni di spegnimento, hanno messo in sicurezza l’area, allontanato i passanti e hanno evacuato il palazzo nel quale vivono una ventina di famiglie e in cui si trovano uffici e un scuola per estetiste. Annerita parte della facciata, così come sono stati danneggiati, a causa del fortissimo calore, i rivestimenti in plexiglass di alcuni balconi, compresi quelli dello stabile di fronte. Una inquilina, per lo spavento e per aver inalato del fumo, ha accusato un lieve malore ed è stata curata sul posto dai sanitari del 118.
Per consentire gli interventi, sino alle 10.30 il tratto di corso Vittorio Emanuele tra via Quarto dei Mille e via Ravenna è rimasto interdetto alla circolazione.
Insieme ai vigili del fuoco, sul posto, sin dai primi istanti anche gli agenti della polizia locale con il comandante Danilo Palestini, i poliziotti della Volante con il dirigente Pierpaolo Varrasso, i carabinieri e la polizia scientifica. Nel corso della mattinata è arrivato anche il questore Luigi Liguori per rendersi conto di persona della situazione, seguito dal dirigente della squadra mobile Gianluca Di Frischia. Sulle cause, non si esclude nulla, dalla matrice anarchica legata alla vicenda di Cospito, al gesto involontario come una cicca di sigaretta ancora accesa gettata nell’isola ecologica o qualche altro materiale facilmente infiammabile, o un atto vandalico rivolto proprio contro la banca.

