Scoppia l’ira dei cittadini: «Pronti a bloccare i Tir»

27 Gennaio 2020

Doppia manifestazione a Silvi: prima in piazza e poi nella platea piena di gente

SILVI. «Occupiamo la Statale Adriatica». Così urla uno dei cittadini durante l’assemblea pubblica pomeridiana che si è svolta ieri a Silvi . La maratona popolare contro Tir e smog trova la sua sintesi alla fine di una giornata iniziata in piazza Marconi dove si sono radunate tutte le anime istituzionali legate al problema del passaggio dei mezzi pesanti sulla Nazionale. Ma l’esasperazione ha il suo sfogo naturale alle 18 quando prende la parola un residente, il suo nome è Tiziano Rosafio, che aggredisce il problema alzandosi in una sala gremita nell’Elena Resort di via Po.
I NOSTRI FIGLI. Con il cuore in mano affronta i temi della salute e dello smog che, ogni giorno, entra nei polmoni della gente. Alza la voce e dice: «Le persone fragili, i bambini e gli anziani che sono malati all’apparato respiratorio, saranno i nostri futuri morti. L’asma non guarda in faccia ai dati dell’Arta ma a quello che entra nei nostri corpi. È la società Autostrade che deve risolvere il nostro problema. Lo Stato sono i cittadini. Lo Stato non può andare contro la Costituzione italiana che tutela la salute. Qui serve una terapia d’urto», incalza, «i camion devono tornare sull’A14, viaggino pure a 40 o a 20 km orari, la terapia d’urto siamo noi che scendiamo in strada ed occupiamo la Statale».
SOCCORSI A RISCHIO. Lo scroscio di applausi evidenzia come la spinta della popolazione sia forte verso azioni mirate e risolutive. Un altro intervento accorato è stato quello della vice presidente del comitato di quartiere Silvi nord, Rita Salvatori, che ha chiesto di affrontare anche il problema sicurezza considerando che i mezzi di soccorso, come quelli dei vigili del fuoco che arrivano da Roseto, non sono in grado di transitare sulla Statale. La donna tuona: «Se dovesse scoppiare malauguratamente un incendio o accadere un incidente stradale chi si assumerà le responsabilità? Occorre che il sindaco emetta un’ordinanza che lo esoneri da queste gravi problematiche, come anche quella delle autobotti, pesanti, pericolose e infiammabili, che non devono più transitare nei centri cittadini».
SINDACI E DEPUTATI. La serata è proseguita con una lunga disquisizione sui problemi legati alle possibili frane rilevate sotto i piloni del viadotto Cerrano. Interventi da parte del primo cittadino di Silvi, Andrea Scordella, con al suo fianco il sindaco di Città Sant’Angelo, Matteo Perazzetti, e la parlamentare M5S, Valentina Corneli, che ha evidenziato come la revoca delle concessione ad Autostrade sia difficile da attuare a livello governativo: «Lo Stato ha le mani legate», afferma, «ho informato il Ministero del problema che vivono i territori con l’ingresso dei Tir nei centri abitati e dei problemi di fragilità che vive quotidianamente la gente».
Secondo Scordella, mercoledì prossimo, alla procura di Avellino, verranno depositate le nuove istanze dalla società Autostrade. Ciò farebbe pensare a una risposta celere e risolutiva di dissequestro del tratto dell’A14 dove si trova il viadotto Cerrano. Ma forse non sarà così semplice. Torniamo alla prima parte della manifestazione, quella della mattina, autorizzata dalla questura di Teramo, e partita con i motori a folle in una piazza Marconi che alle ore 10.30 stentava a riempirsi.
PARLA LA PIAZZA. La protesta era stata organizzata dal presidenza del consiglio comunale di Silvi per discutere delle varie problematiche sul traffico e le azioni da intraprendere. Hanno preso la parola quattro sindaci di diverso colore politico che con tanto di fascia tricolore hanno inanellato, con rabbia, i disagi subiti dal territorio evidenziando le ripercussioni che potrebbero esserci nel futuro che appare incerto. Un peccato organizzativo, che è stato notato dai presenti, è stata la mancanza di un microfono con annessi amplificatori a disposizione dei politici per comunicare e farsi sentire dalla cittadinanza riunita. Il sindaco di Pineto, Robert Verrocchio, ha provato a farsi sentire: «Se la situazione entro le festività di Pasqua non si risolverà esploderemo e se dopo azioni disciplinate come quella posta in essere, le cose non si risolveranno siamo disponibili a compiere azioni eclatanti». Ottavio De Martinis, sindaco di Montesilvano, ha aggiunto: «Non è un problema che possiamo risolvere da soli: i Tir cominciano ad uscire anche a Pescara Sud ed Ovest invadendo i nostri territori, il commercio e la sicurezza dei pedoni vanno assicurati. Qui non si parla di pazienza ma di sopravvivenza, pensiamo di marciare verso Roma». Poi tocca al sindaco di Roseto, Sabatino Di Girolamo, che ha posto l’accento su come con la chiusura dell’uscita del casello di Roseto, abbia portato molte attività commerciali allo stremo: «Ben vengano», dice, «le iniziative che possono portare il caso all’attenzione del governo».
MISSIONE AVELLINO. Dal popolo in piazza si solleva nel frattempo una proposta urlata: «Perché non organizziamo pullman verso la procura di Avellino per chiedere al magistrato di ascoltare i nostri disagi?». In piazza si nota il deputato Giuseppe Bellachioma. E sul palco prendono la parola consiglieri comunali e regionali come Dino Pepe e Pietro Quaresimale che mettono in evidenza come i colori politici non servono in questo momento difficile, evidenziando come si stiano predisponendo istanze per chiedere lo stato d’emergenza e lo stanziamento statale di 200 milioni di euro per risarcire i danni agli operatori turistici e commercianti. LA NEGOZIANTE. Interviene poi Sara Trombini: ha un negozio sulla Statale che da settimane soffre un’economia a singhiozzo. Rivolgendosi alla platea dice: «Il commercio già arranca, se non ci muoviamo ora, sarà troppo tardi. I piccoli commercianti hanno ancora voglia di crescere e sperare».
E tra la folla c’è chi comincia a gridare: «Siamo in grado di fare tre giorni di serrata per bloccare il traffico. A chi pensa che questo sia un reato rispondiamo: bloccare il turismo e avvelenarci con lo smog non è reato?».
RABBIA E STRISCIONI. Gli striscioni che campeggiano in piazza recitato frasi emblematiche: «Stiamo soffocando, ci siamo rotti i polmoni», e ancora: «Siamo un paese di mare non un’autostrada». A questi si aggiungono diversi striscioni appesi ai balconi delle case sulla Statale per far comprendere uno stato di agitazione che monta sempre più. Il primo cittadino di Silvi, Scordella, esorta la cittadinanza alla calma: «No ai blocchi stradali», dice, «è sempre meglio manifestare in modo civile, magari condividendo le varie iniziative da intraprendere». Ma la gente di Silvi, Pineto, Roseto, Città Sant’Angelo e Montesilvano è stanca di attendere. La rabbia cresce come lo smog nell’inferno della Statale.
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