Scoppia la protesta degli sfollati Sistemati tra rifiuti e scarafaggi

7 Luglio 2017

Due famiglie alloggiate nell’ex circoscrizione di viale Bovio trasformata in un dormitorio pubblico «Qui mancano persino le lenzuola». Solo in serata il trasferimento temporaneo all’hotel Holiday

PESCARA. All’indomani degli sgomberi delle tre palazzine in via Lago di Borgiano a rischio staticità, esplode la protesta degli sfollati. Le sistemazioni provvisorie assegnate dal Comune, dicono alcuni inquilini, appaiono in alcuni casi inadeguate. Ma ci sono anche situazioni peggiori. Fino a ieri pomeriggio c’erano delle famiglie che, dopo aver trascorso una notte in macchina, hanno passato l’intera giornata per strada al caldo e al sole, in attesa che dalla protezione civile arrivasse una destinazione. Il caso più eclatante è quello di due famiglie che hanno avuto la sfortuna di essere assegnate ai locali dell’ex circoscrizione Castellamare, in viale Bovio, trasformata all’occorrenza in un dormitorio pubblico fino a ieri sera. Bastava fare un giro all’interno dell’edificio per rendersi conto della drammaticità della situazione. «Ci hanno sbattuto qui in questo tugurio», ha detto Silvana Di Francesco, «qui non si può vivere, la notte i locali si riempiono di scarafaggi». «Mio marito è gravemente malato e non si può muovere dal letto», ha rivelato la donna, «non abbiamo nemmeno le lenzuola. Inoltre, ci hanno lasciato senza cibo. Per colazione ci hanno portato una crostata e una confezione di latte scaduti». I materassi di gommapiuma versavano in condizioni pietose. Alcuni erano macchiati, altri sembravano addirittura sporchi. Ancora peggio la situazione dei bagni, dove a disposizione delle due famiglie c’erano solo due lavandini e un wc. Delle docce nemmeno l’ombra. La donna ha chiesto aiuto al consigliere comunale Massimiliano Pignoli. «Ti prego, Massimiliano fai qualcosa, noi qui non possiamo stare», ha fatto presente tra le lacrime, «se non ci danno un’altra sistemazione, stanotte tornerò a dormire a casa mia». In serata, però, moglie e marito sono stati trasferiti all’hotel Holiday.
Drammatica è anche la situazione delle altre famiglie che ieri mattina si sono presentate in Comune per parlare con il sindaco. La seduta del consiglio comunale in corso in quel momento è stata sospesa per consentire ad Alessandrini di riceverle. «Mia madre è gravemente malata non può essere sistemata in albergo», ha affermato Katiuscia Panzoni, «noi continuiamo a vivere nella nostra casa anche se è pericolosa».
Invece, Lola Falco e i suoi due bambini piccoli hanno dovuto attendere le 16,30 di ieri pomeriggio per vedersi assegnare una stanza matrimoniale all’hotel Holiday. Ma in serata il suo nome non compariva ancora nell’elenco dell’hotel. «Oggi mi hanno persino murato l’ingresso perché sono morosa», ha avvertito la donna, «non mi hanno fatto togliere nulla da casa e se ora mi dovessero rubare?». Ancora più lunga l’attesa per Barbara Insolia, fino al tardo pomeriggio di ieri ancora senza una sistemazione. «Siamo abbandonati a noi stessi», ha osservato, «dovevano darci più tempo per organizzarci prima di liberare le nostre case». Le famiglie che ieri hanno incontrato il sindaco, infatti, si sono chieste il perché di questa urgenza nell’eseguire gli sgomberi, quando le prime segnalazioni delle crepe negli appartamenti erano state denunciate già nel 2009. Tra l’altro, ci sono documenti in possesso di alcune famiglie, datati 28 ottobre 2016, che garantivano la staticità delle tre palazzine. Ma ciò che preoccupa di più le famiglie è il rischio degli sciacalli. Le case lasciate libere non vengono controllate da nessuno. «Mi sono rivolta alla polizia per chiedere di mandare alcuni agenti a controllare le nostre case», ha rivelato la Insolia, «mi sono sentita rispondere che non ci sono poliziotti disponibili».
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