Screening di massa dal 7 gennaio Tamponi nel mercatino etnico

17 Dicembre 2020

Corsa contro il tempo dell’amministrazione comunale per trovare le 70 postazioni richieste dalla Asl Il sindaco: saranno testati circa 40mila pescaresi in strutture spalmate su tutto il territorio cittadino

PESCARA. L’ex mercatino etnico, sotto il tunnel della stazione ferroviaria, è una delle sedi individuate dal Comune per gli screening di massa che hanno l’obiettivo di monitorare l'andamento della pandemia. Il traguardo sarà arrivare a testare almeno 30-40 mila persone, nelle prime fasi, su oltre 120mila abitanti.
A Pescara, dopo Teramo e L’Aquila, l’indagine sarà avviata dopo il 7 gennaio. A quella data mancano 22 giorni ed è una corsa contro il tempo per trovare le strutture adatte a ospitare strumentazioni e personale. Le postazioni saranno 70, come annunciato ieri dal sindaco Carlo Masci sulla base dei dati emersi durante la riunione di martedì del comitato ristretto dei sindaci, con il manager Asl Vincenzo Ciamponi e il governatore Marco Marsilio. Postazioni da ricercare sul territorio e che saranno attrezzate per permettere al personale Asl (ancora da reperire) di operare in sicurezza. Oltre al contenitore, vuoto da tempo, dell'ex mercatino etnico, l'amministrazione comunale ha individuato anche gli ambulatori dello Stadio, aperti da settimane, dove si effettuano i tamponi molecolari, e gli spazi dell'ex stazione di Porta Nuova, in via Orazio, che entro lunedì aprirà le porte ai medici di famiglia per l'esecuzione dei test rapidi antigenici. Per organizzare il tutto, Masci ha attivato una squadra composta dagli assessori alla Protezione civile e al Patrimoni, Eugenio Seccia e Patrizia Martelli, che ha il compito, con i tecnici comunali, di localizzare le strutture e fare i sopralluoghi con i vertici della Asl che dovranno dare il consenso alla idoneità dei locali. Spiega, Masci che «ogni postazione non significa necessariamente un fabbricato. Per praticità e per ragioni di sicurezza legate ai distanziamenti, saranno individuate strutture ampie dove sarà allocata più di una postazione di intervento. Nell'ex stazione di Porta Nuova, che conta una superficie di 500 metri quadrati, penso sarà possibile allestire 4, 5 o 6 postazioni nelle quali il personale Asl effettuerà 40 tamponi l’ora, 250 tamponi al giorno in ogni postazione, per almeno 30-40 mila abitanti» che si metteranno in fila per farsi fare il tampone, secondo i modelli organizzativi dell’azienda sanitaria, così come sta già avvenendo a Teramo. Ed è proprio a Teramo che la task force degli assessori comunali pescaresi si recherà prossimamente per studiare l'organizzazione della campagna di massa che condurrà alle fasi preparatorie dello screening pescarese, in programma a gennaio.
È certo, come annuncia il sindaco Masci, che le postazioni «saranno spalmate su tutto il territorio cittadino e in ogni quartiere, dai Colli a Villa del Fuoco, da San Donato fino a Zanni». Saranno passati al setaccio anche «i palazzetti dello sport» non utilizzati al tempo del coronavirus, «ma penseremo anche ad altre soluzioni come ad esempio la creazione di tensostrutture in spazi all'aperto con il sostegno della Protezione civile».
È prevedibile che il piano d’azione dei tamponi di massa proceda di pari passo con gli screening dei test antigenici che inizieranno la prossima settimana e andranno avanti fino a gennaio inoltrato. L’obiettivo del duplice monitoraggio è quello di seguire il flusso del tracciamento epidemiologico della pandemia e ottenere la massima copertura di prelievi in un momento in cui preoccupano gli aumenti dei decessi e i numeri dei contagi, con l'epidemia che si sposta continuamente tra le zone interne e la costa. «Stiamo definendo la fase organizzativa», conclude il sindaco, «unitamente alla Asl. Noi curiamo l'aspetto logistico, la Asl reperirà il personale per lo screening. Saremo pronti dopo il 7 gennaio, ogni eventuale problema sarà risolto in tempo reale».