PESCARA

Scritte no vax: due denunciati. Appartengono ai “Guerrieri ViVi”

Si tratta di due pescaresi - un uomo di 47 anni e una donna di 36 - appartenenti ad un gruppo sorto a seguito dell’introduzione dell’obbligo vaccinale durante la pandemia da Covid-19

PESCARA. Si stringe il cerchio attorno ai presunti responsabili di scritte no vax sulle pareti dell'Ospedale e la Prefettura di Pescara. Indagati i presunti autori: un 47enne e una 36enne residenti nel capoluogo adriatico e appartenenti al gruppo denominato "Guerrieri ViVi”. I reati contestati sono associazione per delinquere, danneggiamento ed imbrattamento.

Ieri mattina, gli agenti della Digos della questura hanno perquisito le abitazioni dei due, su decreto emesso dalla Procura della Repubblica, e nella casa dell'uomo hanno trovato e sequestrato la lancia per pittura a spruzzo, di fabbricazione artigianale, che si ritiene sia stata utilizzata per imbrattare la Prefettura. 

Il gruppo "Guerrieri ViVi” è sorto in seguito all’introduzione dell’obbligo vaccinale, durante la pandemia da Covid-19 e sull'intero territorio nazionale, anche dopo l’emergenza sanitaria, ha danneggiato e imbrattato scuole, sedi di partito, sindacati, redazioni di giornali, sedi comunali, ipermercati, uffici postali, ospedali, siglando le proprie azioni con il simbolo della W inscritta in un cerchio e rivendicandole attraverso i canali social.

A Pescara il 3 novembre del 2022 i due indagati, forse con la complicità di altre persone ancora ignote, hanno imbrattato la sede della Cgil di Via Benedetto Croce, il 14 gennaio 2024 l’ospedale civile e il giorno successivo il Palazzo del Governo, sede della Provincia e della Prefettura.

Le scritte, tutte corredate dalla sigla “W” all’interno di un cerchio rosso, sono state trovate sia sui muri che sugli ascensori situati, al sesto piano dell'ospedale. Sulla gradinata, il portone e la facciata centrale del Palazzo del Governo di Piazza Italia sono state tracciate grandi scritte e simboli, con vernice rossa, “firmate” ViVi.

Grazie alle immagini degli impianti di videosorveglianza dell’ospedale e del Palazzo del Governo e all'analisi dei profili social dei due indagati la Polizia di Stato nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, è riuscita ad individuare i presunti autori.

In particolate il 14 gennaio il 47enne avrebbe agito da solo all’interno dell’ospedale civile e il giorno successivo, coadiuvato dalla donna che lo avrebbe accompagnato sul posto a bordo della sua auto, avrebbe imbrattato il Palazzo del Governo. Avrebbe utilizzato una lancia per verniciare a spruzzo e la polizia ha scoperto che le istruzioni su come realizzarla sono reperibili in rete proprio nei canali riconducibili al sodalizio dei Guerrieri ViVi.

Ieri mattina, durante le perquisizioni domiciliari, i poliziotti della Digos hanno sequestrato oggettistica riconducibile al gruppo “no vax” e “stencil” per la realizzare la scritta “ViVi”.