Scuola, 6mila precari «Interventi urgenti»

12 Maggio 2021

I sindacati: in vista di settembre bisogna garantire il servizio

A settembre il mondo della scuola si troverà con seimila precari solo in Abruzzo. Non si è ancora chiuso l'anno scolastico più difficile degli ultimi anni che ha visto, a causa dell'emergenza coronavirus, le scuole aprire e chiudere decine di volte, e già si guarda al nuovo con molta preoccupazione. A settembre, infatti, il mondo della scuola si troverà con migliaia di precari tra docenti e personale Ata. A lanciare l'allarme è stato il coordinatore regionale della Flc Cgil Abruzzo-Molise, Pino La Fratta, secondo il quale «se non ci saranno interventi immediati, l'anno 2021/22 rischia di essere un anno nero per la scuola abruzzese. Oltre agli atavici problemi con cui conviviamo ormai da anni (organici, edilizia scolastica, riduzione del tempo scuola e carenza di tempo pieno) senza interventi immediati inizieremo il nuovo anno scolastico con oltre seimila precari, 3.800 docenti e 1.200 Ata». Una situazione drammatica che è stata illustrata ieri durante un'assemblea in videoconferenza con circa 400 lavoratori connessi. A loro la responsabile del centro nazionale Flc Cgil per il precariato, Manuela Pascarella, ha dovuto illustrare lo stato delle cose e soprattutto i numeri significativi che derivano per lo più dalle mancate immissioni in ruolo di docenti e Ata nell'anno scolastico che inizierà a settembre – circa 960 posti liberi, 630 docenti e 330 Ata dalle disponibilità derivate dai pensionamenti, circa 1.260 lavoratori – e dalle supplenze sulle deroghe del sostegno e sull'organico di fatto del personale docente e Ata (oltre 2.000 posti). La responsabile Pascarella ha inoltre chiarito che «a questi numeri, potrebbero aggiungersi quelli relativi al cosiddetto organico Covid, ovvero 1.800 unità tra personale docente e Ata che è stato assunto con contratto a tempo determinato per garantire il rispetto dei protocolli di sicurezza in virtù dell'emergenza epidemiologica e che abbiamo chiesto di confermare e prorogare anche per l'anno 2021/22».
Il problema maggiore continua a essere il sistema di reclutamento dei docenti sempre più farraginoso. «La situazione è molto preoccupante, l'abbiamo già registrata quest'anno e l'anno scorso e anche il prossimo purtroppo non cambierà», ha affermato Davide Desiati, segretario generale della Federazione interregionale Cisl scuola Abruzzo-Molise, «il problema non è l'assenza di aspiranti, ma di idonei alle procedure di reclutamento. In sostanza ci troviamo davanti a docenti altamente qualificati che però non riescono a ottenere l'idoneità per l'assunzione perché c'è un sistema troppo farraginoso e delle procedure assurde. Quindi c'è il lavoro, ci sono i professionisti pronti, ma non c'è la possibilità di assumerli e ogni anno aumentano i precari. In dodici mesi non è stato trovato un modo per espletare il concorso e questo ha creato, e continuerà a creare, difficoltà ai docenti e anche alla qualità dell'insegnamento nelle scuole. Molti insegnanti, infatti, non potendo essere stabilizzati cambiano in continuazione scuola e i ragazzi si ritrovano con docenti sempre diversi. Tutto questo non va assolutamente bene, ma purtroppo sembra che nessuno voglia trovare una soluzione in merito».