Scuola, aule e lavori Il Pd: centrodestra in affanno su tutto

Tra le emergenze segnalate da Blasioli e dai consiglieri Dem la Michetti e San Giovanni Bosco, l’istituto Volta e i rimborsi
PESCARA. Lo stallo prolungato dell’amministrazione sulla situazione delle scuole Michetti (con le classi spostate nella sede di Villa Fabio) e San Giovanni Bosco; la carenza di spazi al Volta; il ritardo della Regione sul rimborso dei libri di testo: sono le spinose questioni sollevate dal consigliere regionale Pd Antonio Blasioli e dai consiglieri comunali Pd, Piero Giampietro e Michela Di Stefano, che ieri mattina hanno convocato una conferenza stampa per fare il punto sul tema scuola, toccando aspetti di competenza di Comune, Provincia e Regione.
«Abbiamo scelto di convocarla dinanzi alla Michetti», hanno specificato in una nota, «emblema del lassismo della Giunta Masci». Qui, sottolineano i consiglieri, i lavori erano stati deliberati dalla precedente amministrazione di centro sinistra nel dicembre 2018 per un importo di 1.230.000 euro e affidati nel maggio 2021. «Sono passati più di tre anni da allora e gran parte di questo tempo è trascorso col cantiere fermo». «Ricorderete», prosegue la nota, «anche le risposte dell’amministrazione comunale, che ogni volta riproponeva la solita antifona, annunciando la risoluzione del contratto con l’impresa precedente». Contratto, rivela il Pd, risolto solo lo scorso 17 ottobre. «E si tratta peraltro di una risoluzione in danno, perché il Comune dovrà ricevere 260.000 euro, di cui però solo 124.000 dall’escussione della polizza fideiussoria. Ci auguriamo che al danno inferto alla comunità scolastica e al quartiere, ora non si aggiunga anche il mancato recupero di queste somme».
Ma alla San Giovanni Bosco (scuola primaria e dell’infanzia), denunciano i Dem, «la situazione è anche peggiore». Divenuto «rifugio di senzatetto, una giungla di erba alta dove i topi si aggirano indisturbati», il plesso di via Monte Siella è chiuso dal 2019 per inidoneità sismica, «ma da allora il Comune non ha fatto nulla per sistemarla. Eppure, grazie al Pnrr, molte scuole pescaresi hanno goduto di interventi e adeguamenti, la San Giovanni Bosco invece non sembra degna di considerazione».
Per quanto riguarda il problema del sovraffollamento all’Istituto Volta, il Pd ricorda come lo scorso 15 ottobre «il Consiglio Regionale ha votato un emendamento che prevede lo stanziamento di 200.000 euro per la locazione di spazi alternativi in grado di far fronte all’accresciuta popolazione studentesca del Volta». Un emendamento sostenuto anche dal Partito Democratico, nonostante ne sottolineasse la tardività di fronte alle segnalazioni fatte fin da marzo dal presidente della Provincia. «Ci ha colpito in questi mesi il silenzio di De Martinis, evidentemente pieno di imbarazzo».
Per questo Blasioli, aveva «chiesto di poter presentare nel prossimo Consiglio regionale una risoluzione che impegni la giunta Marsilio a reperire i fondi ( circa 6,5 milioni di euro) per la realizzazione della settima palazzina del Volta», oltre a verificare l’esistenza di casi simili in Abruzzo. «Siamo già in ritardo», ammonisce il consigliere, «se vogliamo scongiurare l’ennesima stagione da “fuori sede” per molti studenti abruzzesi».
Le rimostranze si concentrano infine su un ultimo tema spinoso, quello del rimborso dei libri di testo, anche quest’anno in ritardo.
«Ogni anno la Regione riceve dal Governo una somma specifica che poi ripartisce tra i diversi Comuni in base al numero degli studenti», ricordano i Dem. «L’anno scorso, a seguito degli insistenti solleciti del consigliere Blasioli, la Giunta regionale ripartì queste somme il 20 ottobre, con estremo ritardo rispetto alle annualità precedenti. Quest’anno però il ritardo sarà ancora più ingente, col risultato che i beneficiari, i quali hanno già dovuto far fronte ai rincari, si vedranno restituire le somme spese, integralmente o parzialmente, solo a 2025 iniziato. Un atteggiamento poco rispettoso nei confronti delle famiglie meno abbienti. Per questo chiedo al Presidente Marsilio di sollecitare questa delibera “ripetitiva”, considerato che i fondi statali sono stati introitati e non c’è alcuna ragione di attendere».

