Scuola bloccata, causa da 200 mila euro

18 Giugno 2016

L’edificio in legno mai finito, ora le ditte chiedono i danni al Comune. Ma l’amministrazione accusa: la colpa è delle imprese

MONTESILVANO. Si allungano ancora di più i tempi di realizzazione della scuola di legno di Villa Carmine. Dopo la sospensione dei lavori nel 2012, con la struttura che presenta già danni evidenti accertati da una perizia tecnica, il caso della scuola bloccata in via Migliorino Di Pietro (e della gemella in via Inghilterra solo iniziata) approderà in tribunale per una causa da 200 mila euro. A trascinare davanti al giudice il Comune di Montesilvano è il Cme (Consorzio imprenditori edili), in qualità di capogruppo dell’associazione temporanea di imprese (ati) costituita con la Metron srl e l’Ing Lease Italia spa: si tratta delle ditte che, il 27 luglio 2011 nell’era Cordoma, sottoscrissero un contratto di leasing in costruendo per le due scuole di legno. Per la scuola di via Di Pietro, esiste lo scheletro; per la scuola di via Inghilterra, sono state fatte solo le fondamenta. Gli accordi prevedevano che l’ati avrebbe realizzato le due scuole, da 2 milioni di euro ognuna, per poi essere rimborsata dal Comune, una volta terminate le opere, con canoni di affitto periodici. Dopo l’avvio del cantiere, però, nel 2012 l’amministrazione Di Mattia presentò alla ditta delle richieste di variante dei progetti per rendere più funzionali le scuole. Il progetto originario, infatti, prevedeva solo 5 aule per via Di Pietro e altre 5 in via Inghilterra, oltre a una serie di uffici. Inoltre, la scuola di via Inghilterra era stata pensata per accogliere gli alunni delle elementari mentre al circolo didattico della zona mancava una scuola media, per cui dotata di almeno 6 aule e adatta a studenti più grandi. Per queste ragioni sono stati realizzati nuovi progetti e sottoposti alla ditta costruttrice. Contemporaneamente, però, il cantiere è stato bloccato e da allora tutto è fermo: l’amministrazione Di Mattia è stata sfiduciata e la nuova amministrazione, per una questione economica, ha bloccato la ripresa dei lavori. Impossibile, infatti, per il Comune, sborsare 400 mila euro annui in spesa corrente per ripagare il leasing in costruendo. Per questa ragione, adesso, le ditte hanno fatto causa al Comune: chiedono la prosecuzione dei lavori e un risarcimento danni di oltre 190 mila euro per i ritardi.

Il Comune andrà in causa: «Questo è un appalto di locazione finanziaria in cui la costruzione, il finanziamento e la direzione dei lavori sono stati affidati all’ati», spiega la dirigente del settore legale Marina De Martiis. «Il cantiere l’hanno fermato loro e il Comune non può essere ritenuto responsabile. C’erano state due delibere di giunta in cui si dava indirizzo al dirigente di valutare la possibilità di modificare il progetto e lo stesso dirigente ha preso contatto con la ditta e con la direzione dei lavori, ma non c’è mai stato un provvedimento di adozione di queste varianti. Quindi la ditta ha sospeso i lavori autonomamente, pur contro il parere del direttore dei lavori. Inoltre, le richieste di variazioni progettuali richieste dal Comune nel 2012 sono state da loro rimesse nel 2014, quindi dopo ben due anni. La ditta ha abbandonato il cantiere senza metterlo in sicurezza o coprire le strutture per evitarne il deterioramento», aggiunge la De Martiis, «per cui saremo noi a chiedere la risoluzione del contratto e un risarcimento danni, ancora da quantificare».

Il punto, però, è che soprattutto la scuola di Villa Carmine serve, per cui non è escluso che la questione possa essere risolta in via bonaria, con un accordo tra le parti. «Stiamo anche valutando la possibilità», prosegue l’assessore Maria Rosaria Parlione, «di procedere con la conclusione di una sola scuola, per poi accendere un mutuo con il quale liquidare subito l’azienda e pagare poi con i nostri tempi, evitando rate da 400 mila euro in spesa corrente che attualmente il Comune non può permettersi». La situazione è complicata e i tempi di apertura della scuola sono inesorabilmente destinati ad allungarsi.

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