Scuola chiusa, la preside: «Troppi contagi»

12 Febbraio 2021

Dopo le polemiche, la dirigente dell’istituto comprensivo Silone spiega i motivi della quarantena

MONTESILVANO. «Con scrupolo e coscienza». Con queste parole la preside Roberta Martorella, dell’istituto comprensivo Silone sintetizza tutti i passaggi seguiti nei giorni scorsi per monitorare ed evitare che si moltiplicassero i contagi registrati tra alunni e insegnanti della scuola. Un iter sfociato poi nella decisione della Asl di chiudere l’istituto, tra le proteste dei genitori e dello stesso sindaco Ottavio De Martinis. Motivo per cui la dirigente scolastica tiene a ricostruire come si è arrivati alla decisione. «Durante la scorsa settimana», spiega Martorella, «abbiamo assistito a un aumento dei casi in tutta la provincia; anche nel nostro istituto arrivavano quotidianamente mail e telefonate per comunicare nuove positività degli alunni o dei loro familiari allarmati di un possibile focolaio e che chiedevano dei provvedimenti urgenti. Con scrupolo e coscienza la nostra referente per il Covid e io abbiamo inoltrato tutti i dati al dipartimento di Prevenzione della Asl di Pescara con cui abbiamo mantenuto un collegamento costante. Sabato i casi accertati con tampone molecolare positivo erano in numero preoccupante soprattutto perché concentrati in due classi: sembrava che stesse per innescarsi un cluster, ragion per cui sono rimasta d’accordo con il personale sanitario che ci saremmo riaggiornati a lunedì per riconsiderare l’evoluzione. Intanto anche di domenica ho proseguito il mio lavoro di tracciamento per aiutare il Dipartimento, in quanto uno degli alunni risultati positivi aveva preso il pulmino e una docente in servizio in 5 classi era stata presente in 2 classi entro le 48 ore prima dell’insorgere dei sintomi, coinvolgendo in potenziale una quantità rilevante di colleghi e alunni. La mattina di lunedì i casi in una classe erano saliti a 4, in un’altra erano diventati 3, in un’altra 2, erano coinvolte altre due classi con un caso positivo ciascuna, altri due fratelli frequentanti la sede di via San Gottardo presentavano sintomi riconducibili al Covid e molti genitori facevano sapere di essere positivi. Era una situazione in rapido divenire, per cui ho telefonato più volte al dipartimento di Prevenzione con cui sono riuscita a parlare solo nel pomeriggio. La dottoressa di riferimento ha deciso allora, come aveva fatto per un’altra scuola cittadina, di mettere in quarantena gli alunni e i docenti dei due plessi di Villa Carmine proprio per la velocità con cui le segnalazioni stavano susseguendosi».
Il resto», conclude la dirigente, «è cronaca: zona arancione e dati sempre in crescita, specie fra gli studenti. Per questo ringrazio l’amministrazione comunale che ha lavorato incessantemente per realizzare lo screening al Pala Dean Martin, che ha scovato altri positivi tra i nostri ragazzi e che permetterà di individuare e impedire lo scatenarsi di altri eventuali focolai».
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