Scuola, crolla il numero degli alunni iscritti

6 Aprile 2022

Abruzzo. A settembre 2.723 studenti in meno, record nel Teramano. La Cisl: colpa dello spopolamento

Nelle scuole abruzzesi crolla il numero degli studenti: a settembre sui banchi ne siederanno 2.723 in meno di oggi. Un calo di 859 soltanto nel Teramano e di 1.100 nelle scuole dell’infanzia.
«È come se chiudessero tre o quattro istituti scolastici, è un dato molto preoccupante e mai così alto prima», commenta Davide Desiati, segretario regionale della Cisl Scuola che ha diffuso i dati, «è colpa dell’annoso problema dello spopolamento, soprattutto delle aree interne».
IL CALO DELLE ISCRIZIONI
Secondo i dati sulle iscrizioni per l’anno scolastico 2022/2023 diffusi dalla Cisl Scuola, l’Abruzzo avrà 2.723 alunni in meno alla campanella di settembre.
Tra le quattro province il record è tutto del Teramano, che fa registrare un calo di 859 studenti iscritti. A seguire il Chietino con 658, l’Aquilano con 622 e il Pescarese con 584 iscritti in meno.
Tra i diversi gradi degli istituti scolastici, il record negativo è invece delle scuole dell’infanzia, che a settembre avranno circa 1.100 alunni in meno. Poi le scuole medie con un calo di circa 700, mentre elementari e superiori scenderanno rispettivamente di circa 500 iscritti.
«Gli organici del personale docente saranno sostanzialmente stabili, ma sicuramente insufficienti, vista la previsione di non avere il cosiddetto “organico Covid”», spiega poi la nota della Cisl Scuola, «aumenta la possibilità per il prossimo anno di assumere a tempo indeterminato gli insegnanti di sostegno per 252 docenti (79 infanzia, 57 primaria, 47 medie e 69 superiori), ma risulta comunque una minima parte, pari a circa il 10%, del personale effettivamente utilizzato ogni anno».
«INVERTIRE LA ROTTA»
«Quello degli iscritti nel prossimo anno scolastico è un dato particolarmente preoccupante», spiega Desiati, «da anni, infatti, il calo medio si attestava tra 1.500 e 2.000 studenti in meno, mentre era ridotta la differenza tra le quattro province. Questa volta, invece, sono ben 2.723 gli studenti in meno in Abruzzo, che è come perdere tra le tre e le quattro scuole, e si registra un picco vertiginoso nel Teramano».
Quindi ancora il segretario regionale della Cisl Scuola: «Considerando la bassa percentuale di abbandono dello studio da parte dei ragazzi abruzzesi, questo dato è dovuto chiaramente allo spopolamento in corso».
L’appello alla politica di Desiati: «Torniamo per questo ancora una volta a chiedere alle istituzioni nazionali e a quelle regionali di potenziare i servizi e i sostegni per le famiglie, di prevedere nuove e più incisive politiche sociali e contro il precariato che frena la natalità. Inoltre servono incentivi per le aree interne, che in proporzione sono quelle che vedono un calo più significativo degli iscritti nelle proprie scuole, amplificando di conseguenza le difficoltà che si incontrano negli istituti e nelle classi dei piccoli paesi. Ai comuni piccoli diciamo di consorziarsi per i servizi, anche creando poli scolastici. Ci sono le risorse del Pnrr per tutto questo, sfruttiamole per tentare di invertire la rotta. Perché se invece la tendenza continuerà ad aumentare come visto quest’anno, la situazione sarà sempre più complicata. Per la scuola e per la regione». (l.t.)