Scuola da casa, l’Abruzzo è pronto

25 Ottobre 2020

Didattica a distanza: 110 docenti si confrontano per garantire il diritto allo studio

PESCARA. L’Abruzzo apre un confronto sulla didattica a distanza e 110 docenti si confrontano tra loro. Le lezioni virtuali sono ripartite in diverse scuole abruzzesi a causa dell’aumento dei contagi e presidi e docenti si sono dovuti organizzare per riattivare registri elettronici e classi interattive.
Nell’ambito del corso di formazione organizzato dall’associazione professionale Proteo Fare Sapere Abruzzo Molise dal titolo “La scuola restata a casa” si è parlato dell’organizzazione didattica e del lavoro durante il lockdown.
Sergio Sorella, presidente interregionale di Proteo, ha spiegato che con la didattica a distanza (Dad) il diritto all’istruzione rischia di essere ridotto drasticamente impoverendo ulteriormente la società e aumentando le diseguaglianze.
Il professor Marcello Pedaci dell’università di Teramo, invece, ha illustrato l’inchiesta promossa dalla Flc Cgil, dalla Fondazione Di Vittorio e dalle università di Roma e di Teramo durante il periodo di lockdown, dalla quale è emerso che la Dad ha avuto un impatto negativo sulle condizioni di lavoro per la maggior parte degli intervistati.
Nel Mezzogiorno, e dunque anche nel territorio abruzzese e molisano, ci sono stati problemi per raggiungere gli studenti. Problemi dovuti sia a non adeguati dispositivi fruibili nelle famiglie degli studenti, ma anche a difficoltà legate a fattori organizzativi, tipo l’infrastruttura tecnologica messa a disposizione.
Pino La Fratta, coordinatore della Flc Cgil Abruzzo Molise, ha ribadito l’impegno del sindacato a incalzare il Governo perché vengano affrontate le criticità che impediscono agli studenti di fare scuola in presenza e ha proposto una piattaforma di richieste in merito alle regole contrattuali da stabilire in caso di ulteriore Dad, a partire dall’orario di lavoro, dalla sicurezza e dal diritto alla disconnessione. (e.b.)
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