Scuola, gli ostacoli che occorre superare

10 Marzo 2022

I sindacati: «È una emergenza improvvisa, ma ora servono risposte celeri per i bambini in arrivo»

PESCARA. Ancora alle prese con la gestione dell’emergenza Covid, le scuole abruzzesi non sembrano ancora attrezzate per fronteggiare l’impatto dell’ondata di profughi provenienti dall’Ucraina in guerra: potrebbero essere migliaia i bimbi e i ragazzi a cui si dovrà garantire il diritto allo studio. Come deciso dal ministero dell’Istruzione, saranno l’Ufficio scolastico regionale e i singoli istituti a dover stilare una sorta di piano di accoglienza e integrazione, che dovrà offrire ai minori anche supporto linguistico e psicologico, oltre ad attività extrascolastiche ricreative o sportive per la socializzazione. Per i sindacati della scuola, non ancora coinvolti direttamente e ufficialmente, ci sono già criticità da risolvere. Per questo intervengono per spronare le istituzioni a tutti i livelli a muoversi con celerità.
«Le difficoltà si stanno evidenziando già adesso con l’arrivo dei primi profughi accolti da familiari e amici ucraini già presenti in Abruzzo», spiega Davide Desiati, segretario regionale Cisl Scuola, «negli istituti mancano infatti mediatori linguistici e culturali, i bimbi arrivano senza documentazione scolastica oppure ce l’hanno ma scritta in lingua ucraina che è difficile interpretare. Le scuole fanno quello che possono, cercano contatti con gli uffici stranieri e optano per il difficile inserimento dei bambini nelle classi con il loro pari età».
Continua Desiati: «È chiaro che questa è una emergenza improvvisa e con numeri significativi per cui non si era pronti. Ma adesso si deve strutturare velocemente l’accoglienza. In questo momento gli ucraini che giungono in Italia e in Abruzzo autonomamente non hanno nemmeno dei numeri di telefono da contattare. Vengono ucraini a chiedere aiuto per le pratiche anche nelle sedi dei sindacati. C’è il tema dell’accoglienza degli studenti, ma anche quello degli insegnanti in fuga dall’Ucraina, che possono avere un ruolo in questa fase. Poi c’è anche il tema di chi cerca lavoro e può avere bisogno del riconoscimento dei titoli di studio».
Aggiunge Pino La Fratta, segretario regionale del sindacato Flc Cgil: «I lavoratori della scuola vogliono e devono poter dare un sostegno a questi ragazzi in arrivo. Ma l’emergenza dei profughi dall’Ucraina arriva mentre le scuole sono ancora nell’emergenza dovuta alla pandemia: non sappiamo nemmeno cosa ne sarà dell’organico Covid – duemila lavoratori solo in Abruzzo – a cui scadrà il contratto alla fine del mese di marzo. Senza la loro presenza nelle scuole, le criticità rischiano ora di acuirsi ulteriormente. Bisogna intervenire immediatamente».
Continua La Fratta: «Il ministero dell’Istruzione ha destinato all’emergenza dell’accoglienza nelle scuole di bambini e ragazzi ucraini un primo stanziamento da un milione di euro, ma non è ancora chiaro come questi fondi saranno distribuiti tra territori e istituzioni. Auspichiamo quindi massima tempestività, ma anche trasparenza ed efficacia». (l.t.)