Scuola, le domande on line per il posto

In Abruzzo oltre mille assunzioni decise in soli due giorni
PESCARA. È stato un assalto alla diligenza senza bottino in monete d’oro? In migliaia hanno davvero tentato di accaparrarsi un posto di lavoro sicuro dietro la cattedra, giocandosi la carte della vita in appena 48 ore di tempo? E in quanti hanno potuto partecipare alla corsa on line fissata alla vigilia di Ferragosto, il 12 e 13 agosto scorsi, a un mese esatto dall’inizio dell’anno scolastico previsto per il 14 settembre? Proviamo a dare delle risposte,
L’AVVISO. Il Miur (ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) ha pubblicato l’8 agosto il decreto numero 91 con cui sono state autorizzate 84.808 assunzioni in ruolo del personale docente per l’anno scolastico 2020/2021.
Per l’Abruzzo, è previsto un contingente massimo di 1.165 nuove assunzioni di docenti a tempo indeterminato, che verranno effettuate con una procedura completamente informatizzata. Una procedura che non prevede nomine in presenza. L’Usr Abruzzo (Ufficio scolastico regionale) ha infatti comunicato che la procedura è stata attiva on line in soli due giorni, il 12 e 13 agosto scorsi, sia per i candidati inseriti nelle graduatorie concorsuali che per quelli delle Gae (graduatorie a esaurimento). Ma il sindacato Flc Cgil di Abruzzo e Molise è stato caustico.
LA CRITICA. «Si tratta di termini troppo stringenti, che rischiano di non consentire a tutti gli interessati di partecipare alla procedura: insieme agli altri sindacati avevamo chiesto all’Usr di posticipare la scadenza. Invitiamo tutti i docenti coinvolti a monitorare costantemente il sito dell’Usr». Così avverte il sindacato.
QUANTI POSTI. Questo è il quadro riassuntivo delle disponibilità in Abruzzo comunicate dal Miur: si tratta di 1.192 posti, da cui verranno disposte le 1.165 immissioni in ruolo, una volta detratti gli esuberi su base provinciale. Nel dettaglio (vedi anche la tabella) per Chieti un totale di 455 posti di cui scuola dell’infanzia 60, primaria 40, scuole medie 103 e scuole superiore 150, ai quali vanno aggiunti gli insegnanti di sostegno; per l'Aquila il totale è di 241 posti (infanzia 37, primaria 29, medie 47, superiori 82 più i docenti di sostegno); per Pescara posti sono 236 (38 infanzia, 25 primaria, 43 medie e 89 alle superiori, più sostegno); infine Teramo 260 posti (di cui 25 per l'infanzia, 26 per la primaria, 72 per le medie e 84 per le superiori, più i docenti di sostegno.
NON BASTANO. «Le assunzioni previste non bastano per dare risposta alle esigenze di stabilità e organico delle scuole abruzzesi», incalza la Flc Cgil, «questi numeri serviranno a malapena a garantire il turn over. L’anno scorso in Abruzzo ci furono solo 786 immissioni in ruolo sulle 965 disponibili, ben 178 in meno, e quest’anno dai dati in nostro possesso la situazione sarà molto peggiore. Al di là dei soliti proclami, prevediamo che moltissimi posti resteranno privi di titolare, soprattutto nella scuola secondaria di I e II grado. Siamo molto lontani dal centrare l’obiettivo», continua il sindacato, «quello di avere tutti i posti liberi coperti a settembre, e su questo grava la scelta di rinviare il concorso straordinario che, completamente inascoltati, avevamo richiesto diventasse una procedura snella, per soli titoli, in modo da dare risposte ai tanti precari che da anni contribuiscono al funzionamento delle scuole».
L’ANNO ZERO. Dai mesi i sindacati insistono sull’importanza di far diventare un anno come questo, segnato dalla crisi pandemica e da un rientro in classe riorganizzato secondo le norme di contenimento del virus, l’anno del cambio di passo sulla scuola, con organici aggiuntivi di docenti ed Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario), spazi e numeri nelle classi finalmente adeguati. «A meno di un mese dall’inizio della scuola le risposte tardano ad arrivare», dicono dalle Flc Cgil che, con gli altri sindacati, ha chiesto all’Usr di incrementare l’organico delle scuole. «Ci sembra che le risorse messe in campo non siano ancora sufficienti a garantire un organico adeguato che permetta una ripartenza in presenza e in sicurezza, attraverso la riduzione degli alunni per classe, l’igienizzazione dei locali, il presidio degli spazi. È necessario», conclude il sindacato, «andare oltre gli slogan e fornire alla scuola tutti gli strumenti di cui ha bisogno».

