Scuola, oggi lo sciopero È scontro sull’adesione

I docenti interessati sono 26mila, ma per la Cisl sarà un insuccesso
Il mondo della scuola oggi scende in piazza, anche in Abruzzo, per protestare contro il Governo. La platea dei docenti interessati è 26mila, tra insegnanti di ruolo e supplenti. Ma sarà una manifestazione "zoppa" con Cgil, Uil, Snals, Gilda e altre sigle autonome, pronti a disertare le lezioni e la Cisl che prende le distanze. Un contesto sindacale spaccato in due, con la Cisl convinta di un'adesione molto bassa. Secondo il sindacato saranno meno di 3mila i professori che aderiranno allo sciopero. Molto più alta, invece, secondo la Cgil l'adesione collettiva.
POSSIBILI DISAGI.
Per gli istituti scolastici abruzzesi sarà un giorno difficile, con la possibilità che molte delle ore di lezione "saltino" per l'assenza dei docenti che sceglieranno di aderire allo sciopero indetto a livello nazionale. Tanto che molti dirigenti scolastici delle elementari hanno emanato circolari con cui si avvisano i genitori dell'impossibilità di «fare previsioni attendibili sull'adesione allo sciopero e sui servizi che la scuola potrà garantire». «La scuola, soprattutto nella difficile fase che stiamo attraversando e dopo gli interminabili mesi di didattica a distanza non può essere considerata ancora un peso, una spesa da contenere», lo slogan che anima la protesta. La prima, dicono Cgil, Uil, Snals e Gilda, di una serie di manifestazioni a catena.
LE RIVENDICAZIONI.
I motivi dello sciopero sono stati messi nero su bianco: un rinnovo contrattuale dignitoso, la proroga immediata dell'organico Covid, l'eliminazione della cosiddette "classi pollaio" e del precariato.
«La Flc Cgil insieme a Uil scuola, Snals-Confsal e Gilda Unams ha posto cinque temi cruciali per la scuola», si legge in una nota, «rivendichiamo un rinnovo contrattale in linea con i rinnovi che si vanno delineando per la Pubblica amministrazione, mentre il quadro delle risorse stanziate è desolante: appena 87 euro di aumento previsto a cui si potranno aggiungere 12 euro, ma non per tutti. E’ necessario, inoltre, stanziare da subito risorse per la proroga del contratto organico Covid utilizzato in pandemia per garantire le misure di sicurezza nelle scuola e per sdoppiare le classi troppo numerose. Le risorse previste non coprono il personale Ata che, pertanto, il 30 dicembre prossimo rischia di essere licenziato. Sussiste, poi, il problema delle classi troppo numerose, che non viene di fatto affrontato e quello dei dirigenti amministrativi facenti funzione o del blocco della mobilità per legge. Misure che possono essere prese a costo zero e, invece, sono state disattese. Infine, il personale precario, sul quale nessun confronto è stato aperto».
IN PIAZZA.
«La scuola ha rappresentato e rappresenta un pilastro essenziale per la tenuta sociale e democratica del nostro Paese», dice la Cgil, «è giunto il tempo di un cambiamento reale, che restituisca alla scuola pubblica la centralità che merita. Per tutte queste ragioni è necessario mobilitarci ora e far sentire la nostra voce». «Lo sciopero è l'unico strumento democratico che abbiamo per manifestare il nostro dissenso», dichiara Pino La Fratta, segretario regionale Flc- Cgil, «l'adesione alla manifestazione odierna sarà buona; c'è grande volontà di partecipazione, nonostante il risvolto economico negativo che un giorno di astensione dal lavoro comporta». Quanto alla mancata adesione della Cisl, La Fratta è lapidario: «Noi saremo in piazza, loro no. Non ha senso una rivendicazione a metà: significa non condividere la piattaforma rivendicativa».
IL NO DELLA CISL.
Diversa la versione fornita dal segretario regionale della Cisl scuola, Davide Desiati: «Dalle assemblee fatte negli ultimi giorni, non credo che l'astensione del corpo docente dalle lezioni supererà il 10%», dice azzardando una previsione, «la Cisl ha mostrato il proprio dissenso verso le scelte del Governo in modo differente, continuando il dialogo con le forze politiche e con il ministero dell'Istruzione. Le motivazioni per una mobilitazione ci sono tutte, tanto che sabato 18 dicembre è prevista un'iniziativa nazionale a Roma, organizzata dalla Cisl in cui verranno evidenziati i motivi della nostra protesta ed elencate le richieste al Governo. Richieste che, più o meno, coincidono con quelle delle altre organizzazioni sindacali, pur con delle leggere differenze».
Desiati spiega: «Noi chiediamo stanziamenti più congrui e realmente ottenibili per il rinnovo contrattuale, circa 300 milioni di euro di incremento e di togliere ogni vincolo per il salario accessorio. Coincidono, invece, le richieste di stabilizzazione del personale: assunzioni su tutti i posti disponibili ed eliminazione delle classi pollaio, troppo numerose». Il segretario della Cisl scuola, motivando la mancata adesione allo sciopero odierno, infine sottolinea come «una trattenuta di 100 euro è troppo alta nel contesto di una retribuzione già bassa».

