Scuola, si riparte dal 10 settembre

7 Maggio 2021

Il governo fissa l’obiettivo: «Tutti gli studenti in classe per seguire le lezioni»

L’AQUILA . La campanella del nuovo anno scolastico suonerà tra il 10 e il 15 settembre. Ad anticiparlo è stato il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che ha chiarito anche come «tutti gli studenti torneranno in presenza, anche quelli delle superiori». Almeno è questo l’obiettivo a cui sta lavorando il Governo. Una data precisa dell’inizio dell’anno scolastico non c’è ancora, ma l’arco temporale ruota intorno alla metà di settembre. «Dal primo settembre le scuole saranno aperte per la fase dell’accoglienza. Stabilire la data di inizio delle lezioni è un compito delle Regioni e io mi auguro si arrivi a una data condivisa tra il 10 e il 15 settembre», le parole del ministro.
«L’obiettivo è avere tutti gli studenti in presenza, anche quelli delle superiori. E per farlo il nostro primo problema è garantire la sicurezza. La scuola, oggi, ha bisogno di certezze e siamo a lavoro per questo», ha detto Bianchi, «con il decreto Sostegno abbiamo già dato 150 milioni alle scuole per la sicurezza sanitaria. Adesso stiamo facendo ripartire le vaccinazioni per tutto il personale scolastico: siamo al 70%, a settembre avremo tutti vaccinati».
Le lezioni potrebbero essere organizzate con ingressi scaglionati. Il Governo è al lavoro con le Regioni e gli enti locali, insieme ai prefetti, per organizzare la gestione dei trasporti rispetto agli orari di ingresso e di uscita da scuola. Il secondo problema è quello del personale. Occorrerà avere tutti i docenti in cattedra, ma sono oltre 200 mila gli insegnanti precari. «Non intendo fare sanatorie», ha spiegato Bianchi, «il problema, però, esiste e va affrontato. Il mio obiettivo è arrivare a un sistema a regime con concorsi annuali. Stiamo concludendo il concorso straordinario e prima possibile avvieremo i due ordinari già banditi. Nel prossimo decennio andranno in pensione 28-30mila insegnanti all’anno e dovranno essere sostituiti con assunzioni a tempo indeterminato. Sui precari bisogna tener conto delle diverse situazioni: chi ha specializzazioni, chi ha già superato concorsi, chi ha tanti anni di servizio. Porremo attenzione alle persone, riconoscendo le loro esperienze professionali, e alle esigenze degli studenti, per garantire loro la continuità didattica».
Sulle classi-pollaio il ministro dell’Istruzione ha assicurato come «la riduzione del numero di studenti per classe fa parte di un nuovo disegno del sistema scolastico, a cui il Governo sta lavorando e che è già prevista nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le cosiddette classi-pollaio riguardano, in particolare, le superiori dei grandi centri urbani. Nelle zone interne e di montagna abbiamo il problema opposto: non riuscire a comporre le classi perché gli studenti diminuiscono a causa della denatalità. Andremo, comunque, verso classi ridotte progressivamente già dal prossimo anno».
Il ministro ha detto, inoltre, che «per settembre è stato confermato l’organico dei docenti, anche a fronte di una riduzione degli alunni. Avremo seimila unità in più tra insegnanti di sostegno e potenziamento». (m.p.)