«Scuolabus, occorrono gli assistenti per i bimbi»

Allarme dei genitori del comitato “Noi a mensa” in commissione Vigilanza «I nostri figli non vengono controllati, manca la sicurezza durante il trasporto»
PESCARA. Risolto il problema delle mense, i genitori dei bambini iscritti nelle scuole comunali tornano a farsi sentire. Stavolta per un’altra questione, quella della sicurezza degli scuolabus.
Ieri mattina, i rappresentanti del comitato «Noi a mensa» sono stati invitati a partecipare ai lavori della commissione Vigilanza, controllo e garanzia, presieduta da Carlo Masci. Durante la seduta, i genitori hanno fatto presente le loro preoccupazioni riguardo al servizio di trasporto dei propri figli da casa a scuola e ritorno. In pratica, i rappresentanti del comitato hanno lamentato una carenza di sicurezza.
«Serve un assistente che controlli i nostri figli quando salgono e scendono dal pulmino e durante il trasporto», ha detto una mamma, «l’autista deve pensare a guidare e non può tenere d’occhio i bambini». Il Comune non avrebbe mai avuto un servizio di assistenza negli scuolabus, anche perché non ci sono leggi che obbligano l’ente a garantire una persona in più sui pulmini per controllare i bambini.
Ma gli stessi consiglieri, che hanno partecipato alla riunione della commissione, si sarebbero resi conto della necessità di avere un assistente a bordo.
Tra l’altro, ci sono ben 150 bambini e ragazzi di scuole elementari e medie che usufruiscono del servizio di trasporto. Servizio che il Comune espleta con cinque scuolabus, di cui uno solo di proprietà dell’ente e altri quattro presi a noleggio.
Il ricorso ai mezzi noleggiati è, di fatto, una scelta obbligata perché il Comune non dispone di altri scuolabus. O meglio, ne ha cinque in proprietà, ma solo uno è funzionante. Gli altri quattro sarebbero fermi da anni in un deposito con i motori fuori uso. I pulmini bloccati, immatricolati tra il 1994 e il 2009, non sarebbero riparabili, perché non si troverebbero più in commercio i pezzi di ricambio. In compenso, il Comune continuerebbe a pagare tasse di possesso e assicurazioni. Quindi, oltre alle spese per i noleggi dei mezzi, l’ente sarebbe costretto a sostenere anche i costi per i mezzi obsoleti.
Uno spreco di denaro pubblico che i tecnici del Comune starebbero cercando di bloccare con un piano, ancora allo studio, di razionalizzazione dei costi per il trasporto dei ragazzi.
Le spese a carico dei genitori, invece, non sarebbero aumentate. Per i viaggi di andata e ritorno casa-scuola si pagano in media 14 euro mensili. I ragazzi che usufruiscono dei mezzi solo per recarsi a scuola o per tornare a casa pagano la metà. Per i mesi di settembre e giugno, quando la scuola si svolge solo per poche settimane, la tariffa si riduce a circa 7 euro.
Ogni giorno gli scuolabus devono garantire la copertura di diversi itinerari in base alle scuole frequentate dagli alunni e dagli studenti iscritti al servizio di trasporto.(a.ben.)
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